ABBIAMO UNA CITTÀ FORTE

Che cos’è la Chiesa? La Chiesa è l’ovile nel quale le pecore sono al sicuro, perché Cristo è il Pastore che le pasce. Dio ha voluto che un piccolo gregge fosse custodito dagli assalti del Maligno: Gesù ne è il garante. Dice Isaia oggi: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza». La Parola e i Sacramenti sono le mura e i bastioni che fanno della Chiesa una città inespugnabile! Fanno irruzioni lupi rapaci di ogni sorta: a volte sono i preti stessi… a volte sono i battezzati… a volte sono uomini colmi di livore… Niente può distruggere la Chiesa che Dio ha eretto, sicura e stabile seppure esposta a mille minacce! Dal di dentro la Chiesa continua ad edificarsi: i cocci rotti vengono ripresi da Gesù e rimessi assieme, perché sperimentata la misericordia, nuovamente diventino capaci di testimonianza! La forza della Chiesa non sta nella sua onnipotenza umana, ma nella sua debolezza: quando sperimenta di non poter essere all’altezza, finalmente entra in opera Cristo e la rende testimonianza di risurrezione! Se la Chiesa è fatta di morti fatti rivivere è davvero fondata su Gesù… altrimenti è cosa umana… prima o poi crollerà! Buona giornata

STARE IN MEZZO

«Sento compassione per la folla», dice Gesù ai suoi discepoli. Per tre giorni la gente sta con Lui. Lo insegue ovunque si sposti. Gesù osserva, parla con ciascuno di loro… avverte il peso delle loro vite: non può disinteressarsi! Sente che deve occuparsene. C’è molto di umano in questo atteggiamento di Gesù… anche noi, quando ci lasciamo coinvolgere dalle condizione critica di persone che ci stanno vicino, non riusciamo a rimanere indifferenti e iniziamo a fare qualcosa! Nessuno che passi accanto a una persona che soffre, se sente il suo respiro, se ascolta le sua parole, se guarda i suoi occhi, passa oltre! La nostra tentazione è quella di non lasciarci coinvolgere, trattando le situazioni con analisi di principio… le trasmissioni televisive sono piene di servizi che distorcono sulla effettiva condizione di poveri e migranti… così, non cogliamo il grido della sofferenza e del dolore di chi è più povero di noi… Questo venire in mezzo a noi di Gesù, stando in mezzo alla gente ci lancia una sfida per una conversione di fondo dal nostro radicato individualismo: come Gesù, anche noi siamo chiamati a farci prossimo! Ad incarnarci! Ad assumerci il destino di chi sta male… “non possiamo essere felici da soli”! Buona giornata

p.s. Preghiamo per Giusy che prematuramente la morte ha strappato all’affetto dei suoi cari: il Signore della vita ascolti il pianto di chi è nel dolore…

OCCHI CHE VEDONO

Come mi sento un graziato nell’aver conosciuto Gesù! Non sarebbe per nulla uguale la mia vita senza di Lui! Giustamente nel Vangelo di oggi leggiamo: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete». Affrontare ogni giornata con il punto di vista di Cristo trasfigura profondamento ogni accadimento! C’è poco da fare: noi tutti vediamo ciò che vogliamo vedere… di quello che ci passa sotto gli occhi vediamo solo una piccolissima parte! Chi è appassionato di abbigliamento mentre cammina osserva come le persone siamo vestite… chi è appassionato di animali mentre passeggia ammira i cani che scodinzolano attorno a lui… ognuno guarda qualcosa, non tutto! Ebbene chi vede con gli occhi di Cristo cerca di cogliere attorno a sé i segni attraverso i quali Dio mostra il suo amore o chiede il nostro amore… È uno sguardo totalmente diverso dove tutto e niente è così importante eppure tutto è ridondante di stupore! Che sia questo il nostro sguardo oggi! Buona giornata

p.s. Preghiamo per Genoveffa che accompagniamo all’estrema dimora

LA VISITA DI DIO NON È SCONTATA

Mi accorgo sempre di più di far parte di un mondo che è ormai passato… sono anagraficamente ancora giovane ma appartengo ad un tempo che aveva tutt’altri punti fermi rispetto a quelli di oggi – posto che ci siano punti fermi… -. Mi ricordo che le persone avevano uno status che richiedeva atteggiamenti e comportamenti diversi: c’era quasi vergogna di fronte al medico, al maresciallo, alla maestra, al prete… Quando capitava di incontrarli, ci si preparava, sembrava di non essere mai all’altezza ad un incontro con loro. Oggi non c’è più distinzione! I ruoli sono statti aboliti… siamo tutti alla pari… Persino Dio lo abbiamo ridotto ad un corollario della vita, ad un amichetto che si frequenta a piacere, ma senza alcun timore di sorta. È così che possono apparire esagerate ai nostri orecchi le parole del centurione a Gesù che gli fa visita per la malattia del figlio: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto»… Eppure è bene che consideriamo in questo tempo d’avvento l’umiltà di Dio nel chinarsi su di noi per prendersi cura della nostra umanità… Una maggior presa di coscienza della nostra meschinità non guasterebbe… Buona giornata