Chierichetti e Ministranti

Il gruppo dei chierichetti e delle ministranti è nato principalmente per il servizio liturgico in chiesa durante le funzioni religiose, ma non vuole essere solo funzionale a questo compito seppur fondamentale, ma anche come occasione per ogni suo componente per vivere un’esperienza di comunione, di divertimento e di crescita umana e spirituale.

Il gruppo è così strutturato nei seguenti sottogruppi.

ART. 01 – CHIERICHETTI (MASCHILE)

I ragazzi possono iniziare a svolgere il compito di chierichetti frequentando le classi dalla terza elementare alla prima media.

Ogni ragazzo ha diritto ad avere una veste, una cotta entrambi numerate che devono essere tenute con la massima cura, sempre in ordine e sempre pulite. Ad ogni veste e cotta è abbinato un numero. Nel caso il chierichetto cambi la veste avrà automaticamente anche il cambio del numero.

In sacrestia sulla bacheca deve essere esposta la lista dei chierichetti con la veste e la cotta abbinati.

Ad ogni partecipazione alle attività del gruppo i chierichetti devono segnare la presenza nella tabella esposta in sacrestia nel seguente modo:

“P” partecipazione a tutte le funzioni liturgiche (da diritto a un punto)

ART. 01.01 - IL CAPO CHIERICHETTO

Una volta all’anno (prima domenica di ottobre), si svolge la votazione nella quale viene eletto il capo chierichetto, che è anche vice cerimoniere e che resta in carica un anno (dal giorno della proclamazione del vincitore alla proclamazione del successore).

Le votazioni sono precedute da un questionario di inizio anno nel quale ognuno è libero di esprimere il desiderio di candidarsi per le votazioni o di suggerire il nome di un possibile candidato. Possono essere candidati come capo chierichetto solo coloro che svolgono da almeno due anni effettivi il servizio liturgico.

Terminato il questionario fra tutte le persone che hanno ottenute delle preferenze ne vengono scelte due secondo il seguente criterio:

1. il chierichetto che ha ottenuto il maggior numero di preferenze

2. il chierichetto che ha ottenuto il secondo maggior numero di preferenze, e in caso di parità quello che ha il maggior numero di anni di servizio.

Si svolgono a questo punto le votazioni vere e proprie dove ogni chierichetto riceve una scheda e che viene imbucata in una speciale urna sigillata e controfirmata da almeno dieci chierichetti o ministranti.

A tutti deve essere data la possibilità di votare, per cui l’urna elettorale deve rimanere a disposizione in sacrestia per almeno due domeniche consecutive. Nello stesso periodo viene pubblicamente esposto anche il giorno e la data dello scrutinio.

Le votazioni si svolgono nel seguente modo:

– un voto di preferenza deve essere espresso dai chierichetti;

– un voto di preferenza deve essere espresso dal consiglio dei chierichetti e delle ministranti;

– un voto di preferenza deve essere espresso dal parroco.

È nominato capo chierichetto chi riceve almeno due voti di preferenza su tre.

Il giorno dello scrutinio si fa lo spoglio delle schede elettorali. Alla persona che ha ottenuto il maggior numero di preferenze il responsabile o il vice responsabile chiede se accetta l’incarico ed in caso di risposta affermativa diviene a tutti gli effetti capo chierichetto. In caso di risposta negativa l’incarico passa al secondo candidato che non può rifiutare la nomina.

È prevista la possibilità che il responsabile del gruppo possa rinnovare il mandato al capo chierichetto per un ulteriore anno.

Il capo chierichetto dal momento dell’accettazione acquista tutti i diritti ed i doveri del capo chierichetto ed in particolare l’obbligo di essere al servizio del gruppo soprattutto di quei ragazzi che hanno minor esperienza. Il capo chierichetto è il segno dell’unità del gruppo, del desiderio di comunione e di rispetto. Un buon capo deve distinguersi per puntualità, presenza alle riunioni, cura e decoro delle vesti, spirito di disponibilità sentendosi più degli altri “servo inutile” all’interno del gruppo.

Il capo chierichetto avrà quindi l’attenzione di non schierarsi con un gruppetto, ma di essere sempre disponibile, sincero e leale con tutti. Compito del capo chierichetto è quella di organizzare gli incarichi dei chierichetti, sentendo sempre il parere dei cerimonieri.

Segno distintivo del capo chierichetto è la croce al collo. Spetta solo al parroco (anche se non è responsabile del gruppo), consegnare la croce durante una celebrazione solenne. È stata scelta la croce proprio per il suo significato di sacrificio, di amore e di comunione: tale deve essere quindi il compito del capo chierichetto.

Non è consentito al capo chierichetto portare la croce prima della consegna da parte del parroco.

Un chierichetto non può svolgere il ruolo di capo per più di due anni.

Al termine del mandato di capo chierichetto si torna ad essere chierichetto come tutti gli altri.

ART. 02 – MINISTRANTI (FEMMINILE)

Le ragazze possono iniziare a svolgere il compito di ministranti frequentando le classi dalla terza elementare alla terza media.

Ogni ragazza ha diritto ad avere una tarcisiana numerata che deve essere tenute con la massima cura, sempre in ordine e sempre pulita. Ad ogni tarcisiana è abbinato un numero. Nel caso la ministrante cambi la veste avrà automaticamente anche il cambio del numero.

Ad ogni partecipazione alle attività del gruppo le ministranti devono segnare la presenza nella tabella esposta in sacrestia nel seguente modo:

“P” partecipazione a tutte le funzioni liturgiche (da diritto ad un punto)

ART. 02.1 - LA CAPO MINISTRANTE

Una volta all’anno (prima domenica di ottobre), si svolge la votazione nella quale viene eletta la capo ministrante e resta in carica un anno (dal giorno della proclamazione del vincitore alla proclamazione della successiva capo ministrante eletta).

Le votazioni sono precedute da un questionario di inizio anno nel quale ognuna è libera di esprimere il desiderio di candidarsi per le votazioni o di suggerire il nome di una possibile candidata. Possono essere candidate come capo ministrante solo coloro che svolgono da almeno due anni il servizio liturgico.

Terminato il questionario fra tutte le persone che hanno ottenute delle preferenze ne vengono scelte due secondo il seguente criterio:

1. la ministrante che ha ottenuto il maggior numero di preferenze

2. la ministrante che ha ottenuto il secondo maggior numero di preferenze, e in caso di parità quello che ha il maggior numero di anni di servizio

Si svolgono a questo punto le votazioni vere e proprie dove ogni ministrante riceve una scheda (rettangolare senza particolari scritte), che viene imbucata in una speciale urna sigillata e controfirmata da almeno dieci chierichetti o ministranti.

Lo svolgimento delle votazioni si deve svolgere nel seguente modo: ogni ministrante riceve una scheda che dopo aver espresso la propria preferenza, viene imbucata in una speciale urna sigillata e controfirmata da almeno dieci chierichetti o ministranti.

A tutte deve essere data la possibilità di votare, per cui l’urna elettorale deve rimanere a disposizione in sacrestia per almeno due domeniche consecutive. Nello stesso periodo viene pubblicamente esposto anche il giorno e la data dello scrutinio.

Le votazioni si svolgono nel seguente modo:

– un voto di preferenza deve essere espresso dalle ministranti;

– un voto di preferenza deve essere espresso dal consiglio dei chierichetti e delle ministranti;

– un voto di preferenza deve essere espresso dal parroco.

È nominata capo ministrante chi riceve almeno due voti di preferenza su tre.

Il giorno dello scrutinio si fa lo spoglio delle schede elettorali. Alla persona che ha ottenuto il maggior numero di preferenze il responsabile o il vice responsabile chiede se accetta l’incarico ed in caso di risposta affermativa diviene a tutti gli effetti capo ministrante. In caso di risposta negativa l’incarico passa alla seconda candidata che non può rifiutare la nomina.

È prevista la possibilità che il responsabile del gruppo possa rinnovare il mandato alla capo ministrante per un ulteriore anno.

La capo ministrante dal momento dell’accettazione acquista tutti i diritti ed i doveri del capo ed in particolare l’obbligo di essere al servizio del gruppo soprattutto di quelle ragazze che hanno la minor esperienza. La capo ministrante è il segno dell’unità del gruppo, del desiderio di comunione e di rispetto. Una buon capo ministrante deve distinguersi per puntualità, presenza alle riunioni, cura e decoro delle vesti, spirito di disponibilità sentendosi più degli altri “serva inutile” all’interno del gruppo.

La capo ministrante avrà quindi l’attenzione di non schierarsi con un gruppetto, ma di essere sempre disponibile, sincera e leale con tutte. Compito della capo ministrante è quella di organizzare gli incarichi delle ministranti, sentendo sempre il parere dei cerimonieri.

Segno distintivo della capo ministrante è la croce al collo. Spetta solo al parroco (anche se non è responsabile del gruppo), consegnare la croce durante una celebrazione solenne. È stata scelta la croce proprio per il suo significato di sacrificio, di amore e di comunione: tale deve essere quindi il compito della capo ministrante.

Non è consentito alla capo ministrante portare la croce prima della consegna da parte del parroco.

Ogni ministrante non può svolgere il compito di capo ministrante per più di due anni.

Al termine del mandato di capo ministrante si torna ad essere ministrante come tutte le altre.

ART. 03 – VICE CERIMONIERI (MASCHILE)

I ragazzi che frequentano la terza media e hanno svolto l’incarico di chierichetti da almeno due anni (quindi dal terzo anno di servizio), entrano automaticamente nel gruppo dei vice cerimonieri. Non è stabilito un termine per questo compito.

Ogni ragazzo ha diritto ad avere una veste rossa, una cotta entrambi numerate che devono essere tenute con la massima cura, sempre in ordine e sempre pulite. Ad ogni veste e cotta è abbinato un numero. Nel caso il vice cerimoniere cambi la veste avrà automaticamente anche il cambio del numero.

Compito dei vice cerimonieri è:

– organizzare lo svolgimento delle liturgie sempre in accordo con i cerimonieri presenti.

– collaborare agli incontri di formazione del giovedì che possono essere indirizzati sia ai chierichetti, sia alle ministranti.

– la presenza in oratorio come aiuto alle varie attività domenicali, con particolare attenzione ai nuovi chierichetti e ministranti. È questa un attività importante per i vice cerimonieri, e non uno dei tanti compiti che possono svolgere. È fondamentale la presenza in oratorio, soprattutto distinguendosi per una testimonianza di ottima moralità!

Per i componenti di questo gruppo non è previsto segnare la presenza alle varie attività.

Il gruppo dei vice cerimonieri deve nominare al suo interno l’assistente del cerimoniere delegato per svolgere l’incarico di referente dei nuovi chierichetti: è questo un compito particolarmente importante e deve essere svolto con tutta l’attenzione perché ogni nuovo chierichetto deve sentirsi accolto, deve avere una persona alla quale esporre le proprie difficoltà, deve poter svolgere il proprio ministero in un clima di fraternità, di comunione e di gioia.

ART. 04 – CERIMONIERI (MASCHILE)

I ragazzi che frequentano la seconda superiore e hanno svolto da almeno due anni il ruolo di vice cerimoniere, possono entrare nel gruppo dei cerimonieri. Un vice cerimoniere può rifiutare l’incarico di cerimoniere. Non è stabilito un termine per questo compito.

Ogni ragazzo ha diritto ad avere un camice personale (può avere un segno di riconoscimento cucito sul collo), che deve essere tenuto con la massima cura, sempre in ordine e sempre pulito.

Compito dei cerimonieri è:

– organizzare lo svolgimento delle liturgie soprattutto quelle solenni, stabilendo all’inizio dell’anno per ogni messa il cerimoniere principale, dando la precedenza al decano del gruppo.

– l’aggiornamento dei punteggi di ogni chierichetto e di ogni ministrante. Compito di questo incaricato sarà quello di esporre nella bacheca della sacrestia una tabella nella quale ogni chierichetto e ministrante possa segnare la presenza alle varie attività.

– presiedere alcuni incontri di formazione del giovedì che può essere indirizzato sia ai chierichetti sia alle ministranti a scelta del cerimoniere stesso.

– la presenza in oratorio come aiuto alle varie attività domenicali, con particolare attenzione ai nuovi chierichetti e ministranti. È questa un attività importante per i cerimonieri, e non uno dei compiti che possono svolgere. È fondamentale la presenza in oratorio, soprattutto distinguendosi per una testimonianza di ottima moralità!

Per i componenti di questo gruppo non è previsto segnare la presenza alle varie attività.

I cerimonieri devono nominare il referente per il gruppo dei nuovi chierichetti: è questo un compito particolarmente importante e deve essere svolto con tutta l’attenzione perché ogni nuovo chierichetto deve sentirsi accolto, deve avere una persona alla quale esporre le proprie difficoltà, deve poter svolgere il proprio ministero in un clima di fraternità, di comunione e di gioia.

ART. 04.01 - IL DECANO DEL GRUPPO

Particolare importanza tra i cerimonieri ha il decano del gruppo, ovvero il cerimoniere che ha il maggior numero di anni di servizio come chierichetto. Nel caso ci siano due chierichetti con eguale anni di servizio, si procederà alla nomina mediante sorteggio.

Non è previsto la scadenza di questo mandato, quindi il decano resta in carica fino alle proprie dimissioni dal gruppo, o dalla revoca da parte del parroco.

Spetta al decano:

– stabilire i turni dei cerimonieri per le messe solenni.

– convocare e presiedere il consiglio dei chierichetti (se non è presente il responsabile del gruppo)

– stabilire gli eventuali turni di servizio dei chierichetti e delle ministranti.

ART. 05 – ASSISTENTI (FEMMINILE)

Le ragazze che iniziano la prima superiore entrano di diritto nel gruppo delle assistenti. Non è stabilito un termine a questo compito. Se svolgono l’incarico in presbiterio devono indossare la tarcisiana.

Compito delle assistenti:

– la cura delle vesti sia dei chierichetti e delle ministranti. Compito di questa incaricata sarà quello di esporre nella bacheca della sacrestia due distinte tabelle nella quale sarà segnato l’elenco dei chierichetti e delle ministranti abbinati alla veste personale di ciascuno e l’indicazione dell’altezza. La prima attenzione di questa assistente non deve essere quella di controllore, ma di persona che vuole aiutare i chierichetti e le ministranti nella tenuta delle vesti. Avrà cura innanzitutto di riordinare settimanalmente le vesti, segnalare se devono essere sistemate o lavate, e solo in casi eccezionali comunicare al responsabile – o al vice responsabile – eventuali provvedimenti disciplinari, la cui attuazione spetta solo al responsabile del gruppo o all’eventuale vice responsabile.

– presiedere alcuni incontri di formazione del giovedì che possono essere indirizzati sia ai chierichetti sia alle ministranti.

– l’animazione delle celebrazioni soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza, il canto, la musica, la distribuzione di foglietti, ecc sempre in accordo con il parroco.

– la presenza in oratorio come aiuto alle varie attività domenicali e con particolare attenzione ai nuovi chierichetti e ministranti. È questa un attività importante per le assistenti, e non uno dei compiti che possono svolgere. È fondamentale la presenza in oratorio, soprattutto distinguendosi per una testimonianza di ottima moralità!

Le assistenti devono nominare la referente per il gruppo delle nuove ministranti: è questo un compito particolarmente importante e deve essere svolto con tutta l’attenzione perché ogni nuova ministrante deve sentirsi accolta, deve avere una persona alla quale esporre le proprie difficoltà, deve poter svolgere il proprio ministero in un clima di fraternità, di comunione e di gioia.

Per i componenti di questo gruppo non è previsto segnare la presenza alle varie attività.

ART. 06 – CONSIGLIO DEI CHIERICHETTI E DELLE MINISTRANTI

È la parte organizzativa e decisionale del gruppo quindi la parte che più di altre è chiamata ad essere al servizio della comunità e di ogni singolo chierichetto e ministrante.

Il consiglio è formato dai cerimonieri e dalle assistenti.

Il parroco ha sempre la facoltà di nominare qualsiasi chierichetto o ministrante a far parte del consiglio, che automaticamente acquista la carica di cerimoniere o assistente indipendentemente dall’età e dagli anni di servizio.

ART. 06.1

Le riunioni del consiglio si svolgono una volta al mese, secondo un calendario predisposto all’inizio dell’anno.

Chi non si presenta al consiglio si impegna a rispettare le decisioni del consiglio qualunque esse siano.

Non è previsto il numero legale per ritenere valido un consiglio.

Spetta al decano dopo aver sentito il responsabile (o il vice responsabile) preparare l’ordine del giorno, fissare la data e distribuire le convocazioni.

Norme generali

ART. 07 – Anche se il gruppo dei chierichetti e delle ministranti deve, per una corretta organizzazione e distribuzione dei compiti, essere suddiviso in sottogruppi nei quali è presente anche una certa gerarchia, ogni componente del gruppo dei chierichetti e delle ministranti deve essere modello di comunione, di accoglienza e rispetto verso tutti. Posto che nessuno e’ indispensabile e nessuno ha il diritto di fare parte del gruppo occorre un atteggiamento di rispetto delle opinioni degli altri, di disponibilità ad accogliere i suggerimenti di tutti e di ricerca dell’umiltà tipica dei discepoli di Gesù “…Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare”. (Luca 17,10)

ART. 08– Qualsiasi variazione a questo regolamento, per essere ritenuta valida, deve essere approvata (maggioranza di almeno i 2/3 dei membri effettivi), dal Consiglio dei Chierichetti e delle Ministranti e confermata dal parroco.

ART. 09 – È FACOLTÀ DEL PARROCO REVOCARE IN QUALSIASI MOMENTO DELL’ANNO:

– tutto il consiglio dei chierichetti provvedendo alla nomina di un altro consiglio o svolgendo direttamente l’incarico.

– il regolamento del gruppo dei chierichetti e delle ministranti anche senza provvedere alla stesura di un nuovo regolamento sostitutivo.

– qualsiasi incarico o ruolo, svolto da chiunque.

ART. 10 – IL PRESENTE REGOLAMENTO HA VALORE SOLO DALLA DATA DI FIRMA DEL PARROCO.

Art. 10.01

 Le norme di questo regolamento non sono retroattive, quindi ogni incarico già acquisito al momento dell’approvazione del regolamento è automaticamente confermato anche se stabilito diversamente.

Visto, letto ed approvato (seguono le firme dei consiglieri)

Assisi, Eremo delle Carceri, 2 settembre 2008

Avvisi

Ti piacerebbe diventare un Chierichetto o una Ministrante? Il Chierichetto è un ragazzo che si mette al servizio di Dio, per amore dei fratelli, svolgendo un compito molto importante per la nostra comunità, soprattutto nella celebrazione della Cena del Signore. La Ministrante è una ragazza che si mette al servizio della comunità durante le funzioni religiose. Chiedi a don Natalino donnatalino@parrocchiadirovellasca.it (tel. 0296342501) come entrare nel gruppo.

Per tutti i responsabili dei Gruppi dei Chierichetti e Ministranti

Una delle attività che abbiamo iniziato è quella di andare a trovare i gruppi dei chierichetti e/o delle ministranti delle altre parrocchie per passare insieme una giornata con momenti di preghiera, di gioco e di comunione. La nostra visita viene poi ricambiata con l’ospitalità del gruppo nella nostra parrocchia. Se sei interessato a vivere con noi questa grande proposta manda una mail a chierichetti@parrocchiadirovellasca.it

Per i Chierichetti e le Ministranti

Una genuflessione ed una preghiera prima di entrare in sacrestia non costa molta fatica, ma produce molti risultati.

Cerchiamo di arrivare in sacrestia con una decina di minuti di anticipo per avere il tempo per suddividere gli incarichi e prepararsi con più tranquillità.

Si raccomanda la cura delle vesti: devono sempre essere pulite, ordinate e con il numero di identificazione visibile; il loro colore serve a contrassegnare il servizio svolto.

COLORE VESTE

RUOLO

CLASSE INGRESSO

veste nera e cotta bianca

chierichetto

dalla vestizione alla seconda media;
il capo-chierichetto, con la croce al collo

veste rossa e cotta bianca

vice cerimoniere

dalla terza media

camice bianco

cerimoniere

dalla seconda superiore o nominati dal parroco

Le vesti, le cotte o le tarcisiane si cambiano solo durante le riunioni di formazione.Agli incontri del Collegio per il Servizio liturgico possono partecipare solo i cerimonieri e le assistenti.

Informazioni: chierichetti@parrocchiadirovellasca.it

Per le attività di quest’anno abbiamo pensato di apportare al cammino proposto ai ragazzi e alle ragazze del Gruppo alcune modifiche per renderlo nello stesso tempo affascinante e sostanzioso. Sfruttando una proposta nazionale vorremmo proporre una serie di incontri, a cadenza mensile, durante i quali fosse possibile rivedere gli aspetti più pratici delle celebrazioni, condividere un po’ di tempo insieme e crescere nella fede. Concretamente, pensiamo di dedicare una domenica al mese all’incontro, così organizzati:

ore 10.00: Santa Messa
ore 11.00: prove all’altare e tempo libero
ore 12.30: pranzo
ore 14.00: riflessione insieme
ore 15.00: gioco libero in Oratorio

Calendario dell’Anno liturgico 2013/2014

20 ottobre 2013 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale (anche i nuovi): incontro

3 novembre 2013 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: vestizione dei nuovi chierichetti e delle nuove ministranti

17 novembre 2013 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: incontro

15 dicembre 2013 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: incontro

19 gennaio 2014 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: incontro

16 febbraio 2014 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: incontro

16 marzo 2014 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: incontro

11 maggio 2014 ore 10.00 in Chiesa parrocchiale: incontro

A questi incontri andranno poi aggiunte le prove straordinarie, l’uscita pasquale con i Chierichetti del nostro Vicariato, varie ed eventuali, che verranno comunicate anticipatamente in Sacrestia.

Informazioni: chierichetti@parrocchiadirovellasca.it

Servizio Liturgico nella Basilica di San Pietro a Roma 2010

Anche quest’anno la parrocchia di Rovellasca ha offerto la possibilità di trascorrere venti giorni nella Città del Vaticano a quattro chierichetti della nostra comunità: si tratta di prestare servizio liturgico presso la Basilica di San Pietro, soggiornando nel Preseminario San Pio X. Due di quei fortunati ragazzi siamo noi! Durante questa esperienza abbiamo potuto conoscere ragazzi di altre parti d’Italia, con cui abbiamo condiviso momenti di vita quotidiana e di svago, ed anche incontrare sacerdoti e gruppi di fedeli di varie nazionalità. È stato importante per noi servire il Signore nella Basilica di san Pietro, perchè è un luogo unico e speciale.

Ecco una tipica giornata in Vaticano

Ore 6.00: sveglia “difficoltosa”, un quarto d’ora per lavarsi, vestirsi, rifare il letto e riordinare la stanza. Poi preghiera tutti insieme in cappella, eccetto che per i “grottai” e i “candelai” (cioè i chierichetti incaricati a turno di preparare gli altari nelle Grotte Vaticane ed in Basilica).

Ore 7.00: inizio del servizio in Basilica, consistente nell’accompagnare i sacerdoti e servire la santa messa mattutina.

Ore 8.15: colazione. Subito dopo in Preseminario ci venivano illustrate le attività previste per la giornata: solitamente in mattinata visita ai monumenti storici e religiosi di Roma e dintorni (chiese, piazze, fontane, palazzi …), nel pomeriggio divertimento in piscina e momenti di svago in Preseminario (tornei di calcetto, ping-pong …).

Ore 13.00: pranzo. Dopo le attività pomeridiane, cena alle 19.30; poi tempo libero e gioco – qualche sera passeggiata nei giardini vaticani – fino alla preghiera serale intorno alle 22.00 circa.

Nei venti giorni di luglio trascorsi in Vaticano abbiamo visto tantissime cose, alcune molto belle, e osservato la vita di una grande città turistica davvero particolare. Siamo grati alle persone che ci hanno aiutato durante la nostra permanenza a Roma, in particolare a mons. Enrico Radice, rettore del Preseminario San Pio X, ai seminaristi incaricati di stare con noi, a Giancarlo e alla signora Isabella. Auguriamo ad altri ragazzi di poter vivere questa esperienza significativa, che lascia ricordi meravigliosi da conservare nel proprio cuore.
Jacopo e Tommaso in Bollettino parrocchiale, settembre 2010

Servizio Liturgico nella Basilica di San Pietro a Roma 2009

Durante l’estate, grazie alla Parrocchia di Rovellasca, io, Matteo Carugo, e il mio amico Francesco Quarti abbiamo avuto la possibilità di vivere un’esperienza unica e straordinaria a roma nella Città del Vaticano. Siamo partiti il primo luglio insieme ad altri chierichetti della Diocesi di Como con i quali abbiamo istaurato subito un rapporto di amicizia, e lì siamo rimasti venti giorni; a seguirci in questa esperienza a Roma don Enrico Radice, don Ambrogio Marinoni e alcuni seminaristi del Preseminario nel quale alloggiavamo. Ogni mattina ci si alzava molto presto per essere in San Pietro alle sette e servire le varie Messe con i numerosi Sacerdoti e Vescovi di varie nazionalità, mentre il resto della giornata passava tra svago e visite guidate per Roma. Inutile dire che è stata un’esperienza unica nel suo genere che consigliamo a tutti i chierichetti che non l’anno ancora vissuta.

Matteo in Bollettino parrocchiale, settembre 2009

La mia esperienza Romana non è cominciata molto bene, perché i primi giorni ho avuto molta nostalgia di casa. Nonostante questo le tre settimane che ho trascorso in Vaticano sono state piene di “impegni”. Io e Matteo abbiamo conosciuto diversi ragazzi nostri coetanei e con loro abbiamo condiviso tutte le attività di quei giorni: le levatacce alle 6.30, il servizio alle Sante Messe in Basilica, le visite ai luoghi Sacri e ai monumenti di Roma e i momenti di svago in piscina, ai campi di calcio e le attività serali in Preseminario (luogo che ci ha ospitati in questo periodo). Prima di partire ci siamo preparati imparando le parti della S. Messa e le preghiere in latino (che stress!!!), bisognava anche sapere dove si trovano i vari Altari e Cappelle della Basilica per poterci orientare quando si accompagnavano i Sacerdoti per le Sante Messe. Tutto questo ci è stato utile, perché ci hanno affidato il servizio della Santa Messa Solenne della Domenica (naturalmente celebrata in latino), mentre durante la settimana (dopo essere stati in Sacrestia a prepararci e a munirci dell’occorrente) ognuno di noi accompagnava un Sacerdote all’Altare stabilito per celebrare la Santa Messa. Devo ringraziare Mons. Enrico Radice, rettore del preseminario, che ci ha seguito, ci ha confortato nei momenti “no” e ci ha fatto sentire come a casa nostra. Tirando le somme posso dire che è stata un’esperienza positiva. Ho potuto prestare il mio piccolo servizio in un luogo che è il centro della Cristianità. Ringrazio moltissimo la Parrocchia di Rovellasca con i suoi Sacerdoti per avermi dato questa possibilità e auguro agli altri chierichetti di avere l’opportunità di vivere questa esperienza.

Kekko in Bollettino parrocchiale, settembre 2009

Servizio Liturgico nella Basilica di San Pietro a Roma 2008

Per la seconda volta la nostra parrocchia ha proposto a quattro chierichetti di vivere un esperienza estiva di servizio presso la Patriarcale Basilica Vaticana. Sono molto contento dell’esperienza di quest’anno perché ho trovato un ottimo clima di dialogo e di confronto innanzitutto con i genitori dei ragazzi che avevano la possibilità di vivere questa esperienza, ed a loro va il mio più sincero ringraziamento. Quest’anno, proprio per sottolineare che la partecipazione a questo servizio non era a titolo personale, ma come rappresentati della nostra comunità parrocchiale, abbiamo introdotto la presentazione ed il conferimento ufficiale del mandato a questi ragazzi durante una messa domenicale. Un grandissimo ringraziamento ai cerimonieri che hanno curato la formazione di questi chierichetti, preparandoli per la messa in latino e facendo un ripasso generale degli oggetti e dei libri.

Gianluigi, diacono in Bollettino parrocchiale, settembre 2008

Ed eccoci in Vaticano, il centro della cristianità, a portare il nostro umile servizio di chierichetti nella Basilica di San Pietro. Sotto il cupolone ci sentiamo piccoli e spaventati, ma poi grazie ai quotidiani consigli di Monsignor Enrico Radice, rettore del Preseminario, il tutto prende una piega “familiare”, la gioia di servire prende il sopravvento sull’incertezza e sulla tensione. Tutte le mattine sveglia all’alba, all’altare si celebra la Santa Messa rigorosamente in latino secondo il rito Tridentino, così lo esige Don Alberto Gonzalez, un sacerdote spagnolo con cui abbiamo stretto un forte rapporto di amicizia. San Pietro per noi, dopo vari giorni, non ha più segreti, come pure le grotte con le tombe dei Papi. Che grande emozione inginocchiarsi davanti alla tomba di Papa Giovanni Paolo II, dove tutti i giorni sfilano incessantemente migliaia di fedeli. Come grande è stata la gioia di vedere Papa Benedetto XVI fermarsi in macchina a salutare e benedire sorridendo il nostro gruppo nel cortile in Vaticano. Con noi, a vivere questa esperienza, c’erano ragazzi provenienti da tutta Italia. Con loro abbiamo condiviso momenti di gioco, di svago culturale e di preghiera. Sono nate tante amicizie perché il luogo in cui eravamo e le motivazioni in comune ci hanno aiutato a superare le incomprensioni e i disagi che possono nascere dalla convivenza. Il nostro ringraziamento va in modo particolare a Don Roberto, al Diacono Gianluigi, a Don Alberto e alla comunità di Rovellasca, per averci dato la possibilità di vivere con semplicità questa indimenticabile esperienza di servizio, di condivisione e di fede nella grazia di Nostro Signore Gesù.

Diego, Giorgio, Paolo e Davide in Bollettino parrocchiale, settembre 2008

Servizio Liturgico nella Basilica di San Pietro a Roma 2007

Quest’anno per la prima volta nella nostra parrocchia è stata proposto a quattro chierichetti l’esperienza estiva del servizio liturgico presso la patriarcale Basilica Vaticana. Vi confesso che all’inizio sembrava un esperienza abbastanza facile da organizzare e gestire, rna con il passare del tempo si è rivelata difficoltosa soprattutto per la scelta dei ragazzi. Logicamente tutti i chierichetti (dalla quinta elementare alla seconda media), avrebbero voluto essere scelti: infatti tutti erano idonei per questo compito, tutti “meritavano” di andare in Vaticano e tutti avrebbero svolto al meglio l’incarico. Purtroppo però dovevamo scegliere solo quattro ragazzi, così abbiamo deciso di affidare la scelta al caso. Non me ne voglia chi è rimasto a casa! Questa esperienza non è facile da vivere in pienezza soprattutto per i ragazzi, perché è forte il rischio di rimanere abbagliati da quella che io chiamo “chiesa gloriosa”, quella cioè intrecciata di Messe solenni, paramenti dorati, guardie svizzere, cardinali e vescovi, della solenne gerarchia a portata di mano, dell’occasione per visitare posti di solito non aperti al pubblico; rischiando di non percepire la presenza della realtà più vera della Chiesa quella “di un grembiule, di una brocca e di un catino” come scriveva mons. Tonino Bello, dove il Papa è innanzitutto “servo dei servi di Dio, Pastore e Guida della Chiesa e segno di Unità”, dei ministeri visti come l’espressione del servizio ad imitazione del Signore Gesù che è venuto “non per essere servito, ma per servire” (Mt 20,24), di una città dove la terra è stata per secoli irrorata dal sangue di tanti martiri che hanno testimoniato fino al dono della vita la loro fede e di luoghi nei quale è possibile toccare con mano l’universalità della Chiesa attraverso l’incontro con persone proveniente da tutti i confini della terra. Ritengo che comunque sia stata un esperienza forte che ha fatto crescere i ragazzi, anche perché hanno dovuto imparare a gestirsi in modo autonomo senza i genitori e hanno sperimentato sulla propria pelle le gioie e le difficoltà della vita comune con altri chierichetti.

Gianluigi, diacono in Bollettino parrocchiale, settembre 2007

Gioia in un mix di paura ed angoscia: questi erano i nostri sentimenti all’idea di prestare servizio in Vaticano, sentimenti che si sono molti-plicati fino al giorno della partenza. Ma, una volta arrivati a Roma, ci siamo accorti che sarebbero stati 20 giorni fantastici, perché durante questo periodo, non solo avremmo servito Messa ma, avremmo vissuto esperienze toccanti, visitato Roma e luoghi fuori città. Subito dopo due giorni, neppure il tempo di ambientarci e prima dell’udienza del Mercoledì in Sala Nervi, abbiamo incontrato il Santo Padre, il quale dopo aver salutato i pellegrini presenti in Basilica, si è presentato a noi. Emozionati, tutti in alta tenuta di chierichetti di San Pietro, tunica porpora e cotta bianca, perfettamente stirate dalla signora Isabella, nostra parrocchiana, LUI ci ha stretto la mano e con una carezza ci ha ringraziato per il servizio da noi svolto. BUM!!! Che tonfo al cuore. Cosa dire delle Sante Messe solenni domenicali delle 10.30, dove abbiamo avuto l’onore di essere accanto a monsignor Angelo Comastri. Inoltre, in occasione di sant’Enrico abbiamo festeggiato l’onomastico del rettore del preseminario che ci ospitava, monsignor Enrico Radice, ed alla cena in Suo onore ha partecipato anche il cardinale Tarcisio Bertone. C’era naturalmente tempo anche per lo svago durante la nostra giornata. La mattina sveglia all’alba e prima di colazione con i nostri compiti di orciolai, grattai e candelai (così venivamo chiamati) svegliavamo la Basilica. Ci si trovava poi nella grande sacrestia dove ogni chierichetto si prendeva cura dei vari celebranti, li accompagnavamo all’altare prestabilito ed alla presenza di pochi fedeli servivamo la Santa Messa. La giornata continuava con visite in Roma a Chiese e monumenti, gite fuori Roma, Castel Gandolfo, Lago di Albano, Tivoli, giornate in piscina e perfino al luna park, visitando luoghi che da semplici turisti non ci sarebbe stato possibile vedere. La sera, dopo cena, un po’ di gioco, la preghiera, un po’ di tempo per la nostalgia di casa ed alle 22.00 buona notte a tutti, perché come dice don Enrico, le 06.30 arrivano presto. Grazie don Roberto per questa indimenticabile esperienza.

Nicolò e Fabiano in Bollettino parrocchiale, settembre 2007

La Parrocchia di Rovellasca quest’anno, per la prima volta, ha dato a noi chierichetti l’opportunità di svolgere il nostro servizio nella Basilica di San Pietro in Vaticano. All’inizio eravamo un po’ preoccupati perché si trattava di un periodo abbastanza lungo lontani dalle nostre famiglie, ma la voglia di partire ha prevalso sulle nostre paure. Abbiamo condiviso questa esperienza con ragazzi di altre regioni con cui abbiamo dovuto “convivere” per quasi venti giorni, anche se in certe situazioni non è stato sempre facile, abbiamo fatto nuove amicizie. La nostra giornata iniziava all’alba, più precisamente alle 6.20, ci recavamo nella sacrestia della Basilica dove dopo esserci vestiti svolgevamo il nostro servizio durante le Messe dei vari Sacerdoti. Varie sono state le attività organizzate tra le quali le visite ai monumenti storici e religiosi di Roma alternate a tornei di calcio balilla, partite di pallone, bagni in piscina e giochi di società. Non sono mancati i momenti emozionanti come l’udienza con Papa Benedetto XVI in sala Nervi. Questa esperienza, che inizialmente non ci entusiasmava molto, si è poi rivelata un’occasione per conoscere e frequentare altri ragazzi, ma anche per renderci conto dell’universalità della Chiesa e dei suoi fedeli. Ringraziamo Don Roberto, il Diacono Gianluigi e la Parrocchia per l’esperienza indimenticabile, che a nostro parere vale sicuramente la pena di riproporre in futuro ad altri chierichetti

Marco e Giacomo  in Bollettino parrocchiale, settembre 2007

Ministri straordinari

Il ministero straordinario della Comunione è stato istituito dall’Istruzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Immensae caritatis il 29 gennaio del 1973, da papa Paolo VI, per rispondere all’esigenza sempre più diffusa di dare a tutti coloro che lo desiderano e sono ben disposti la possibilità di comunicarsi.

Si tratta di un incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e vere necessità della comunità che ne fa richiesta.

Ministro straordinario della comunione eucaristica può essere tanto l’uomo quanto la donna, i quali ricevono la facoltà di «comunicarsi direttamente, distribuire la comunione ai fedeli, portarla ai malati e agli anziani, recarla come viatico ai moribondi» (dall’Istruzione Immensae caritatis).

Da vari anni, nella vita della Chiesa, sono presenti quei laici, che, su mandato del Vescovo diocesano, svolgono un servizio prezioso: sono i Ministri Straordinari dell’Eucaristia. Domenica 25 novembre 2001, solennità di Cristo Re, nella nostra comunità parrocchiale si è celebrato il rito di istituzione di alcuni nuovi ministri laici. Mi sembra opportuno, quindi, richiamare i passi più significativi del Magistero a proposito di questo ministero laicale. Esso trova il suo fondamento nel Concilio Vaticano II, il quale, tuttavia, non fa altro che riscoprire quello che già avveniva nei primi secoli della Chiesa.

Dice la Costituzione dogmatica Lumen gentium:

32. La santa Chiesa è, per divina istituzione, organizzata e diretta con mirabile varietà. «A quel modo, infatti, che in uno stesso corpo abbiamo molte membra, e le membra non hanno tutte le stessa funzione, così tutti insieme formiamo un solo corpo in Cristo, e individualmente siano membri gli uni degli altri» (Rm 12,4-5)”…

33. I laici, radunati nel popolo di Dio e costituiti nell’unico corpo di Cristo sotto un solo capo, sono chiamati chiunque essi siano, a contribuire come membra vive, con tutte le forze ricevute dalla bontà del Creatore e dalla grazia del Redentore… L’apostolato dei laici è quindi partecipazione alla missione salvifica stessa della Chiesa; a questo apostolato sono tutti destinati dal Signore stesso per mezzo del battesimo e della confermazione… Così ogni laico, in virtù dei doni che gli sono stati fatti, è testimonio e insieme vivo strumento della stessa missione della Chiesa «secondo la misura del dono del Cristo » (Ef 4,7).

Il Motu proprio Ministeria quaedam, del 1972, e il documento dei Vescovi italiani I ministeri nella Chiesa, del 1973, realizzano e disciplinano le indicazioni conciliari, offrendo anche ai laici la possibilità di essere istituiti “lettori” e “accoliti” (il lettorato e l’accolitato cessano di essere solamente tappe verso il presbiterato e diventano ministeri più variamente distribuiti nel popolo di Dio e trovano il loro fondamento nella fede e nel Battesimo).

Importantissima è l’Istruzione della Sacra Congregazione per la disciplina dei Sacramenti Immensae caritatis, del 1973, che così recita:

“Le nuove circostanze dei nostri tempi sembrano richiedere che sia data maggiore possibilità di accedere alla santa Comunione… Per prima cosa è necessario provvedere che, per la mancanza di ministri, non diventi impossibile o difficile ricevere la santa Comunione… Affinché i fedeli che sono in stato di grazia e hanno retta e pia intenzione di accostarsi al convito eucaristico non siano privati dell’aiuto e del conforto di questo Sacramento, il Sommo Pontefice ha ritenuto opportuno di istituire ministri straordinari che possano distribuire agli altri fedeli la santa Comunione… È data facoltà agli Ordinari dei luoghi di consentire che persone idonee, individualmente scelte, possano, in qualità di ministri straordinari distribuire il pane eucaristico agli altri fedeli e portarlo agli ammalati nelle loro case”.

Nel 1980 viene pubblicato il Rito per l’Istituzione dei ministeri e, nelle premesse, i Vescovi italiani scrivono, a proposito dell’istituzione dei ministri straordinari dell’Eucaristia:

“Questo ministerio straordinario, quindi suppletivo e integrativo degli altri ministeri istituiti, richiama il significato di un servizio liturgico intimamente connesso con la carità e destinato soprattutto ai malati e alle assemblee numerose. Esso impegna laici o religiosi ad una più stretta unità spirituale e pastorale con le comunità nelle quali svolgono il loro apostolato”.

Infine, nel 1997, ad opera di sei Congregazioni vaticane e due Pontifici Istituti, viene pubblicata l’Istruzione su alcune questioni circa la collaborazione dei fedeli laici al ministero dei sacerdoti, documento nel quale si ribadisce che i fedeli non ordinati già da tempo collaborano in diversi ambiti della pastorale con i sacri ministri perché il dono ineffabile dell’Eucaristia sia sempre più conosciuto e perché si partecipi alla sua efficacia salvifica con sempre maggiore intensità. Si tratta di un servizio liturgico che risponde ad oggettive necessità dei fedeli, destinato soprattutto agli infermi e alle assemblee liturgiche nelle quali sono particolarmente numerosi i fedeli che desiderano ricevere la Sacra Comunione.

Il cammino della Chiesa in questo recupero dei ministeri laicali è sancito anche dal Codice di Diritto Canonico al canone 230 § 3:

“Ove le necessità della Chiesa lo suggeriscano, in mancanza di ministri, anche i laici, pur senza essere lettori o accoliti, possono supplire alcuni dei loro uffici, cioè esercitare il ministero della parola, presiedere alle preghiere liturgiche, amministrare il battesimo e distribuire la sacra Comunione, secondo le disposizioni del diritto”.

don Roberto Pandolfi