UN TEMPIO DI CARNE

Nel Primo Libro dei Maccabei leggiamo: «Giuda e i suoi fratelli dissero: “Ecco, sono stati sconfitti i nostri nemici: andiamo a purificare il santuario e a riconsacrarlo”». Nel Vangelo di Luca leggiamo: «Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare che vendevano, dicendo loro: sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Corsi e ricorsi… di tanto in tanto il tempio abbisogna di un intervento vigoroso di pulizia. Per quale motivo? Beh, se andiamo a leggere un po’ con attenzione quando Davide espresse l’intenzione di costruire un Tempio a Dio, troviamo chiaramente che ebbe una risposta totalmente negativa! Dio non voleva un tempio… sapeva benissimo che l’uomo si sarebbe facilmente fermato allo strumento abbandonando il fine! La tentazione dell’uomo è sempre quella dell’idolatria: non riesce a rimanere dentro un rapporto filiale… equivoca la fede con la religione, la relazione con la sottomissione, l’amore con il dovere, la libertà con la legge! In sostanza: ci si costruisce un Dio da servire non da amare, da obbedire non da ascoltare, da conquistare non da accogliere! Chiarissimo l’intento di Gesù nel momento in cui proclama la distruzione del tempio a favore del suo corpo… senza un tempio di pietre, la carne diventa l’unico luogo della comunione con Dio! Buona giornata

LEGAMI SPIRITUALI

Chi crede è meglio di chi non crede? Spesso viene formulata questa domanda. È chiaramente fuorviante una considerazione di questo tipo… la fede non qualifica il comportamento ma l’identità di una persona! È come dire è meglio il tuo fratello o il tuo amico? Cosa rispondereste? Come minimo direste “dipende”… cioè, chiedereste delle specificazioni sugli ambiti. Con un fratello c’è un legame e con un amico ce n’è un altro, non è possibile dire esattamente quale sia meglio! Generalmente si sostiene che i legami di sangue sono i più forti… in realtà, non è detto! Per Gesù è chiaro che i legami di sangue vengono dopo a quelli spirituali… famosissima è questa espressione: «chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». Il rapporto con Dio è quello che lega più intimamente, è quello che genera comunione e quindi unità! Non è immediatamente comprensibile questa cosa ma quando i legami si fondano nello Spirito davvero si inizia a pensare ed agire con un cuore ed un’anima sola! Si intuisce al volo l’altro… il proprio io, la propria carne, vengono relativizzati nel nome di un “noi” più pieno e più ricco! Solo grazia… troppo bello! Buona giornata

UN MARTIRIO IMPROPRIO

Leggendo la vicenda dei fratelli Maccabei non si può non restare meravigliati e pure ammirati. Per la fede così radicale da non temere in alcun modo la crudeltà del martirio. Eppure: è questa la fede che Gesù ci ha proposto? Per essere uomini di fede è necessario essere così estremi? Dio ha bisogno della nostra disponibilità a dare la vita fino all’effusione del sangue per rendergli gloria e onore? Forse Gesù viene a mostrare proprio il contrario: Dio viene a donarci la vita perché noi la smettiamo di perderla! Il dono della vita è peculiare del discepolo di Gesù ma nei confronti dei fratelli, ovviamente nel nome suo… Si muore per amore non per essere degli eroi! Se una sottolineatura positiva del brano del Libro dei Maccabei devo fare, è per le parole della mamma a fronte del martirio dei sette figli: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita». Che libertà… se penso alle mamme di oggi… Buona giornata

IL NOSTRO SICOMORO

Una cosa è leggere un romanzo e una cosa è leggere il Vangelo. Un romanzo, quando è avvincente, coinvolge emotivamente, fa ridere o fa piangere, fa impaurire o rende sereni… tutto questo in quanto spettatori! Un po’ come davanti ad un film: finita la pellicola, si torna a casa, se ne parla magari qualche minuto con gli amici e poi è finita. Il vangelo, diversamente, richiede una partecipazione, un protagonismo, un coinvolgimento personale: non si rimane a guardare ma si è chiamati in causa… è la nostra storia! I personaggi siamo noi, parla proprio di noi! Per questo il vangelo lo si può leggere e rileggere e rimane sempre nuovo… Anche oggi, nel racconto dell’incontro tra Zaccheo e Gesù, non possiamo non immedesimarci in Zaccheo. Come Zaccheo siamo tutti piccoli, incapaci di vedere Gesù! Da soli non abbiamo gli strumenti necessari: Zaccheo ha trovato un sicomoro… Noi? Per alzarci ed avere una corretta visione di Gesù a chi possiamo chiedere, a chi possiamo rivolgerci? Il nostro sicomoro, a mio parere, è la Chiesa! Senza la Chiesa non riusciremo mai a fare un’esperienza reale, vitale, concreta di Gesù! Senza la Chiesa Gesù rimane un solo un bel pensiero, un personaggio del passato… mai il Risorto che cambia la vita! Extra ecclesia nulla salus… Buona giornata

TUTELA DEL DIVERSO

La questione immigrazione ed integrazione è molto complessa. Generalmente le fatiche nascono in relazione alle persone di cultura arabo-mussulmana. Difficilmente si sente infervorare il dibattito per persone provenienti dalla Cina o dalla Russia. Qualche rigurgito, per la verità, sorge anche dal pregiudizio raziale verso le persone di colore… La paura è tanta. Gli episodi malavitosi che si registrano vengono diffusi con una certa risonanza soprattutto quando si tratta di immigrati. Questi problemi, c’è da ammettere, sono vecchi come lo spostamento da una terra all’altra che da sempre caratterizza la ricerca di un benessere migliore da parte degli uomini… Chi arriva dall’esterno reca scompiglio all’equilibrio che le persone avevano trovato imparando a conoscersi! C’è una pigrizia di fondo a mettersi ancora in gioco e tentare una nuova integrazione… La convinzione che istintivamente gli uomini hanno è che occorre preservare la stabilità e la sicurezza, mantenendo saldamente lo status quo… Non bisogna mai lasciare il certo per l’incerto, recita un proverbio. Anche la Bibbia attesta questa decisione: «il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze». Tale decisione procurò l’ira di Dio! Dio è sempre a favore della pluralità, della diversità! Non sono in grado di dare soluzioni… ma il dato va considerato… Buona giornata