LA VITTORIA DELLA VITA

La pagina dal libro dell’Apocalisse che ascoltiamo oggi parla di una donna vestita di sole, gravida di vita, che sta per partorire il bambino e di un drago che, in tutte le maniere, prova a divorarlo: è l’immagine della lotta perenne che c’è tra chi da la vita e chi vuole la morte. Ora, però, cosa dice l’autore dell’Apocalisse: la donna partorisce il bambino che subito viene rapito e portato in cielo al sicuro e la donna viene portata nel deserto, in un luogo al sicuro dove il drago non la può più raggiungere. È la dichiarazione della vittoria della vita sulla morte: la morte non ha alcun potere su coloro che appartengono a Dio! Cristo è nella gloria di Dio come primizia e Maria è nella gloria del figlio in quanto totalmente conformata a Lui. È un mistero, questo, che maria ha già riconosciuto nel momento in cui si è lasciata inabitare dallo Spirito: per questo Elisabetta, nell’accoglierla in casa sua, le dice «Beate te perchè hai creduto»! Certo: Maria riconosce che “grandi cose ha fatto in Lei il Signore: d’ora in poi, tutte le generazioni la chiameranno beata”! Rigenerata dallo Spirito, ogni istante della vita fa parte del mistero della vita e non della morte: è il cambio radicale di registro nel concepire la vita! Spettacolo! Buona giornata

IL MATRIMONIO

Sappiamo come tutte le vocazioni sono profondamente in crisi, sia il matrimonio che il sacerdozio e la vita consacrata. Il perchè non è così chiaro. Per le vocazioni legate a scelte di consacrazione è evidente che influisce notevolmente sia la secolarizzazione galoppante così come l crisi demografica. Per il matrimonio l’analisi è più complessa: la scelta generalizzata è a favore di relazioni non vincolanti quale la convivenza. Forse si ha paura sia di se stessi come dell’altro… forse l’esperienza di relazioni andate male mette addosso una sorta di pessimismo circa la riuscita di un’alleanza permanente… Io credo che, ancora, si debba ricorrere ad una questione di fede! Sentite come reagiscono gli scribi e i farisei quando Gesù parla di matrimonio indissolubile: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». L’obiezione è legata alla “convenienza”, al vantaggio, al tornaconto… qui sta la radice maligna dell’incomprensione del matrimonio! Certo è che se uno si sposa per un ritorno personale, inevitabilmente si troverà a fare i conti con il fallimento! Il matrimonio a che fare con il sacrificio della vita a favore di un’altro! È il sacreamento nel quale con più evidenza una persona decide di morire per un’altra… alla stregua di Cristo! Ma chi ha questa idea? Buona giornata

GESTI PROFETICI

«Fatti un bagaglio da esule e di giorno, davanti ai loro occhi, prepàrati a emigrare; davanti ai loro occhi emigrerai dal luogo dove stai verso un altro luogo». Ecco il comando che Dio rivolge a Ezechiele. Di solito, Dio invita i profeti a riferire al popolo la sua “Parola” per consolare o per spronare… questa volta decide di conferire attraverso un gesto… Visto che Israele è sordo e non ascolta, Dio prova a stimolarlo attraverso la vista… la testimonianza plastica di Ezechiele dovrà catturare l’attenzione e indurre ad una conversione. Non è detto che avverrà, ma il Profeta non può chiamarsi fuori da questa missione! Potrà apparire stolto, matto, ma il suo gesto profetico si rivelerà in tutta la sua verità al momento opportuno! Spesso siamo invitati da cristiani ad essere testimoni: i gesti che siamo chiamati a compiere non sono allineati con il sentire del mondo! Anzi: appaiono come gesti di debolezza e di arrendevolezza! Proviamo a pensare, in modo particolare, proprio al gesto di “perdonare fino a settanta volte sette“: non è forse una follia? Chi considererebbe profetico e lungimirante una persona che a fronte di molteplici torti subiti continua a perdonare? Non diremmo: “è ora che si faccia valere!”… Buona giornata

SCIOGLIERE IL MALE

Ieri sera chiacchieravo con un amico. Ad un certo punto, è uscito un discorso nel quale mi è stato ricordato un torto che una persona mi aveva fatto. Dico la verità: lo avevo completamente rimosso… ma, a quanto pare, non del tutto. Mi è tornato alla mente tutto il travaglio attraverso il quale avevo cercato di passare sopra e riallacciare i rapporti… L’aver superato il contrasto mi ha regalato anni di grande serenità e  di pace. Eppure, il ricordo del torto è riuscito ancora a ferirmi, facendomi ritornare una sorta di fastidio e di malevolenza… È incredibile come il male cerchi sempre di turbare quanto il Signore ha costruito attraverso la via della misericordia! In questo senso, mi sembrano azzeccate le parole che leggiamo oggi dal Vangelo di Matteo: «Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo». Non possiamo attendere “il cielo” per slegare i fardelli di odio e di inimicizia che la vita ci procura! Occorre scogliere al più presto ogni pretesto di divisione e di contrapposizione! L’orgoglio presenta sempre la scorciatoia della vendetta ma, al più presto, presenta il conto della delusione e dell’amarezza… resistere sempre alla tentazione delle scorciatoie… Buona giornata

UN SENSO NELLA TRIBOLAZIONE

«Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva lamenti, pianti e guai». È una delle visioni di Ezechiele, forse la più famosa. La Parola di Dio, ormai lo sappiamo, è la storia che si compie. Dio parla e tutto esiste. Il fatto che Ezechiele debba mangiare “lamenti, pianti e guai”, significa che pure queste condizioni sfavorevoli sono costitutive della vita dell’uomo. Vanno mangiati, masticati, assimilati… Noi preghiamo sempre affichè Dio ci difenda da ogni situazione di difficoltà e di prova ed è giusto! Però, nel momento in cui la prova arriva l’atteggiamento corretto non è quello di ribellarsi e di strapparsi le vesti… occorre chiedersi quale ruolo ha nella crescita della nostra vita filiale… Gesù ha cercato di allontanare il calice amaro, poi, però, l’ha bevuto! Era necessario al compimento dell’opera della salvezza questa sua disponibilità a “divorare” la volontà di Dio. Le nostre tribolazioni non sono parentesi da dimenticare ma spazi di rivelazione. Se imparassimo a stare dentro con più coscienza e discernimento nelle fatiche della vita ne avremmo grande vantaggio… invece, ci disperdiamo nella lamentela e nel pessimismo più totali… Buona giornata