SAPER TACERE

Conservo nella memoria il prezioso consiglio che il mio primo parroco ad Ardenno, don Mario, mi suggerì rispetto alle critiche che inevitabilmente da preti si ricevono nel corso del ministero: “Ascolta. Incassa. E taci.”. Sapete bene come è il mio temperamento… quando subisco un attacco sento in me un fuoco che incendierebbe chiunque mi passasse sotto tiro… eppure, grazie a Dio, quando il gioco si fa duro, riconosco che la strada indicatami è la più giusta! Perchè? Perchè, anche se si hano tutte le ragioni di questo mondo, l’unità e la comunione sono il bene più grande. San Paolo, in prigione, scrive così alla comunità di Efeso: «Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace». Chissà quanto è costato anche a san Paolo mordersi la lingua ed esortare alla sopportazione… ma questa è la strada! Senza alcun vittimismo, ovviamente! So come la stessa cosa si eserciti nella vita famigliare… quante volte nella famiglia marito e moglie devono tacere e soprassedere su ingiustizie subite pur di conservare l’unità… È così! Ma è più grande la gioia procurata dalla fatica della comunione che dalla spudoratezza della verità… Aiutiamoci a ricordarcelo! Buona giornata

SERVI O FIGLI?

Continua a chiamare i suoi figli, il Padre… non c’è ora del giorno in cui non offra opportunità nuove di salvezza! Il Padre chiama alla vita e l’uomo, stoltamente, volta le spalle al Padre e imbocca la strada della morte. Il Padre rispetta la libertà dell’uomo ma non smette di sperare nel suo ritorno… C’è chi torna prima e c’è chi torna dopo! È una grazia, un dono, essere con il Padre fin dall’alba! La gioia che alberga nel cuore di un figlio che incontra l’amore del Padre è inenarrabile! Riempie gli occhi, il cuore, le mani… non c’è più il minimo spazio per l’invidia, il giudizio, la recriminazione! Eppure, nel Vangelo di oggi, i fortunati che sono con il Padre fin dalle prime ore del giorno sono tutti arrabbiati per l’amore che il Padre riserva anche per chi si è unito a lui alla fine del giorno… Qualcosa non è stato compreso appieno! Che cosa manca a questi privilegiati? Manca il cuore di figli… Quante volte nel Vangelo ritroviamo questo rammarico di Gesù nel vedere il rapporto con Dio nella direzione servile e non in quella filiale… se sei un servo, inevitabilmente, concepisci in maniera antagonista il rapporto con gli altri servi:
è tutta una questione di interesse, di guadagno, di potere… Dio Padre patisce terribilmente questa prospettiva! Non vuole servi nella sua casa! Preferisce di gran lunga la libertà… piuttosto, muore di dolore per la perdita di un figlio ma guai ad avere schiavi nella sua casa! Ne deriva una riflessione profonda per noi che viviamo una appartenenza ecclesiale: come stiamo nella casa del Padre? Come consideriamo i fratelli che godono con noi della sua paternità? Non siamo un po’ servi invidiosi anche noi? Buona domenica

IL CORPO GLORIOSO

Tutto ciò che Dio ha creato ha una logica che si ripete. Per questo quando leggiamo gli autori sacri spesso troviamo esempi che traggono ispirazione dagli elementi della natura. L’uomo, secondo la natura, non è diverso da tutti gli altri elementi creaturali! È così che san Paolo, per spiegare un argomento così complesso come la risurrezione, fa riferimento al seme: «Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti». Mi sembra molto chiaro il senso: come una pianta ha origine dal seme ma è uno sviluppo del seme così il il nostro corpo glorioso nascerà dal nostro corpo mortale ma sarà diverso! È chiaro che una pianta non nasce se non da un seme preciso così anche il nostro corpo glorioso non potrà prescindere.dal nostro corpo terreno. Prezioso il nostro corpo ma non così importante come il mondo ce lo presenta… oggi sembra che sia l’unica cosa preziosa da tutelare! Ma noi siamo più del corpo! La corruttibilità la si sente tutta… è bene che la percepiamo e la accettiamo! Sono altri gli elementi che rimarranno oltre la morte… questi siano oggetto della nostra cura! Buona giornata

FEDE NON ETICA

La riduzione della fede ad etica è una delle questioni che più mi inalbera. La fede è lo svelamento della vita nel suo sbocco per il cielo. A che cosa serve l’etica se è una questione meramente terrena? Basta la legge! Con la legge si regolamentano i comportamenti delle persone affichè non confliggano tra di loro… sulle motivazioni che cosa importa? San Paolo è radicale in questa questione: «Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini». Se la fede in Cristo funge come semplice narcotico alle difficoltà della vita è davvero ridicolo! La fede illumina l’aldiqua e l’aldilà dello stesso senso: la vita è una! Sia che viviamo, sia che moriamo, noi siamo di Cristo! Il comportamento buono non è in funzione etica ma esistenziale! Non si tratta di sforzarsi a contenere gli eccessi della natura animalesca dell’uomo ma di vivere in pienezza la nostra identità di figli, creati ad immagine e somiglianza del Figlio! A un credente non deve minimamente interessare se il proprio comportamento risulti etico o meno ma se corrisponde alla divinoumanità di Cristo! Cristo è bagliore di luce che dal giorno del battesimo si staglia sull’eternità! Spettacolo! Questa cosa io la vedo nitida e la contemplo nel mio caro amico don Roberto… tutto è chiaro! Buona giornata

LA VERA GIOIA

Quando incontro le persone per dei colloqui, il primo interrogativo che mi pongo è questo: “È felice questa persona?“. Per me è una questione fondamentale! Perché? Perché Gesù ha detto di essere venuto perché noi avessimo la gioia e l’avessimo in abbondanza. Pertanto, se una persona non è felice significa che non ha ancora incontrato Cristo ed è necessario che lo conosca quanto prima! Non c’è una gioia vera che venga dal mondo… so che qualcuno avrà di che obiettare, ma il mondo è in grado di dare gioia solo se passa attraverso il torchio della croce di Cristo! Ciò che noto è che la gente, sostanzialmente, sta bene ma non è felice! Ha cose, ha possibilità, ha novità, ma non ha un cuore liberato dal peso del peccato! La metafora è un uomo con dei muscoli allenati ma corre portando sulle spalle una zavorra pesantissima… riesce a correre ma fa una fatica impressionate! È bellissimo l’incontro di Gesù che si trova in casa con un fariseo e nel mentre entra una donna a piangere sui piedi di Gesù: il fariseo è giusto ma non gioisce… la donna è una peccatrice ma piange dalla gioia! Ha incontrato la salvezza… Noi come siamo messi? Buona giornata

UN AMICO SANTO

Non faccio altro che pensare a don Roberto, barbaramente ucciso ieri mattina. Penso ai tanti momenti vissuti insieme. Leggo le cose che sono state scritte. Tutto combacia: un uomo schivo, silenzioso, attento, premuroso, concreto, infaticabile, non-violento… Che cosa è avvenuto? Don Roberto ha consegnato la sua umanità umile ed essenziale al Padre e il Padre ne ha fatto un capolavoro! È inutile che tutti cerchino di tirare la sua giacchetta dalla propria parte! Don Roberto apparteneva al Signore e ciò che gli è accaduto è leggibile solo dentro questa logica! Il martirio l’ha portato alla ribalta ma non è questa la motivazione che reggeva la sua missione… Don Roberto lavorava e agiva per conto di Gesù Cristo! Avrebbe continuato a farlo silenzioso fino al giorno della sua morte naturale anche senza alcuna attestazione di stima… e il mondo non se ne sarebbe nemmeno accorto! Quanti uomini di Dio ci sono nel mondo che stanno facendo la stessa cosa e nessuno se ne accorge… perchè questo vuol dire agire secondo carità: «La carità non si vanta, non si gonfia d’orgoglio,  non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto». Chissà se saremo in grado di onorare don Roberto con la sua stessa logica… Buona giornata