UNA CHIESA DI FRATELLI

Dopo la festa nel ricordo della conversione di san Paolo, la liturgia ci fa celebrare due suoi grandi amici e collaboratori: Tito e Timoteo, rispettivamente vescovo di Efeso e vescovo di Creta. Fa impressione come la Chiesa da subito si sia data una struttura… non certo per definire chi dovesse stare sopra e stare sotto ma per garantire un ordine e una fedeltà all’annuncio del Vangelo! Si capisce benissimo dal tono delle Lettere di Paolo che scrive a questi vescovi senza nulla di formale e artefatto… non da a loro del lei, non cita documenti, non da direttive insindacabili ma, piuttosto, parla a loro da amico, da compagno, da fratello! Che meraviglia una Chiesa così, libera da etichette e da cerimoniali: l’amore per il  Vangelo è l’unica cosa che conta davvero! Il resto lo si costruisce giorno per giono sul territorio, con le persone con cui si vive, a seconda della cultura, dei costumi, delle usanze specifiche di ciasun territorio! Non esiste uniformità tra comunità ma comunione! Paolo non scrive a tutte le Chiese la stessa lettera ma, in base ai contesti, esprime le su idee, le sue consideraioni e le sue proposte… forse è questa la Chiesa che insieme dobbiamo ricostruire… più fraterna e meno burocratica! Buona giornata

LA CONVERSIONE MAI FINITA

Di san Paolo si celebrano la nascita, la conversione e il martiro. Di nessun altro si fa lo stesso. Ci sta: nessuno come lui è riuscito a dare una testimonianza così integrale a Cristo, con la parola e con la vita… Oggi guardiamo alla sua conversione: per Paolo è stato un vero e proprio ribaltamento della vita! Da persecutore a promotore della fede in Gesù… È bello vedere che un tale passaggio non è avvenuto per una intuizione o per un passaggio volontario ma per un atto esplicito della Grazia: san Paolo è sconvolto interiormente da un incontro personale con il Crocifisso… perde la vista – abbandona un certo modo di vedere – e la riacquista nuovamente: tutto prende un altro colore e un’altra prospettiva! Bene: per Paolo è avvenuta così la conversione, in uno strappo radicale con un prima totalmente ostile ad un dopo in totale obbedienza! Ma la conversione non è sempre e solo così: a volte – e forse il più delle volte! – la conversione è più un passaggio da una fede tiepida e qualunquista ad una fede fervida ed entusiasta! Basta guardare Pietro: anche per lui si può parlare di conversione! Il momento del rinnegamento… da lì Pietro è un altra persona! Tutti riconosciamoci dentro un cammino di conversione… Buona giornata

LA BELLEZZA DI CRISTO

«Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Non c’è dubbio che questa sentenza così netta di Gesù non può lasciare indifferenti. Occorre chiedersi che cosa significhi. Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che il peccato contro lo Spirito è il rifiuto deliberato verso la misericordia: avviene nel momento in cui Dio offre il suo perdono e uno si rifiuta di pentirsi e va avanti imperterrito, indifferente agli appelli della Grazia. Mi sembra evidente che, spiegato così, non si tratta di una esagerata severità di Dio ma del suo rispetto assoluto della libertà dell’uomo. Leggendo il brano di oggi mi sembra di vederci qualcosa di ulteriore: subito dopo la citazione di cui sopra, l’evangelista chiosa «Poiché dicevano: “È posseduto da uno spirito impuro”». Il peccato contro lo Spirito Santo mi sembra pure la negazione della bellezza rivelata in Cristo… Si può non credere che Gesù è il Figlio di Dio… si può decidere di non seguirlo… si può rifiutare di aderire alla Chiesa… ma sostenere che quanto Gesù dice e fa non sia il massimo che l’uomo possa sperare per sè e per il mondo è proprio diabolico! Aiutiamo i fratelli a scoprire il tesoro che c’è in Gesù! Buona giornata

VERBUM DOMINI

Come celebriamo la Domenica della presenza reale di Gesù nel Pane e nel Vino così celebriamo la Domenica della presenza reale di Gesù nella Sacra Scrittura. Come veneriamo Gesù vivo nell’Ostensorio così lo veneriamo nell’Evangeliario. Sia l’Ostensorio che l’Evangeliario vengono portati processionalmente perché sono il segno di Gesù che cammina con noi perché ha posto la sua dimora in mezzo a noi!

Nella prima lettura dal Libro di Esdra ci è presentato il momento in cui, dopo il lungo esilio, il popolo d’Israele si raduna e il sacerdote porta il Libro della Legge e un lettore lo proclama: tutti piangono dalla gioia perché quella Parola che li ha creati ora torna a farli vivere! Lo sentono! Sentono che Dio parla con loro e se parla significa che non ha tagliato i ponti…

Nel Vangelo ascoltiamo il brano nel quale Luca presenta Gesù nella sua prima uscita pubblica nella sinagoga di Nazareth. Entra per la liturgia e l’inserviente gli consegna il rotolo da leggere. Gesù non è un lettore come gli altri: è l’interprete! È colui che è in grado di aprire i sigilli e scioglierne tutti i misteri!

«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»: con Gesù il Libro ridiventa storia! Tant’è che Luca precisa che Gesù, conclusa la lettura, chiude il rotolo: ora gli occhi devono essere puntati su di Lui che “fa” la Parola, le dà una “carne”, un “volto”. È così ancora oggi! È il miracolo della Liturgia dove l’assemblea non ascolta una Parola per metterla in pratica ma la contempla nel suo compimento!

Ciò che il Vangelo proclama si fa carne nel Pane e, una volta mangiato, si compie dentro la nostra vita! Siamo noi “i poveri” a cui viene dato “il lieto annuncio”, “i ciechi” a cui viene data “la vista”, gli oppressi

rimessi “in libertà”! Oggi!

Verbum caro factum est…

SENZA GESÙ NON SI PUÒ AMARE

C’è un limite all’amore? Umanamente sì… Nessun uomo è in grado di amare senza essere a sua volta amato! L’amore solo in uscita non esiste in natura! Cosa accade nel racconto del Vangelo di oggi? Gesù è investito di richieste e di urgenze al punto che, per far fronte al bisogno, non ha il tempo nè di mangiare nè di dormire. I famigliari lo vengono a sapere e, per questo, «uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: “È fuori di sé”». Chiarissimo: Gesù non può che essere Dio! La sua umanità è riempita di divinità! Solo Dio ama in una maniera così gratuita e continuativa! Spesso ci riempiamo la bocca di belle parole del tipo: “Dobbiamo amare sempre… dobbiamo amare gratuitamente… dobbiamo amare disinteressatamente…”. Va bene tutto! Ma la verità è che senza un legame forte con Dio nessuno ne è in grado! Se non riceviamo l’amore da Lui, in breve tempo andiamo in crisi… Non è un caso che, proprio ieri, abbiamo letto il Vangelo dove Gesù chiama i discepoli: con quale scopo? «Perchè stessero con Lui»! Se i discepoli non stanno con Lui si perdono, non hanno forza, non hanno potere… Chissà se l’abbiamo capito! Forse siamo ancora troppo fiduciosi nelle sole nostre forze… Buona giornata

LASCIAR FARE A DIO

Saul è geloso di Davide. Ci sta: è più intelligente, più strategico, più amato e ne prova invidia. Davide, per la verità, non fa nulla per affermarsi e per superare Saul. Anzi: ha un rispetto assoluto del suo ruolo in quanto istituito direttamente da Dio. Davide gode di un consenso allargato. Saul non solo ha perso il suo appeal presso il popolo ma anche – e soprattutto – la benedizione di Dio… Così decide in cuor suo di mettere apposto la questione con la forza: sopprimendo Davide. Crede in se stesso! Crede nella sua potenza! Davide, al contrario, nonostante si senta braccato da Saul e potrebbe averla facilmente vinta nei suoi confronti decide di lasciare la sua causa nelle mani di Dio: «Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te, veda e difenda la mia causa e mi liberi dalla tua mano». Qui sta la sua forza: ripone la sua causa in Colui che, solo, giudica secondo giustizia. Proprio come Gesù. Come è facile rileggere questa icona biblica dentro la nostra vita: quante volte crediamo di risolvere le nostre controversie con l’astuzia o, peggio ancora, con la forza! Occorre imparare che non tutto è nelle nostre mani… l’obbedienza alla volontà di Dio è la resa paziente alla sua opera… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Graziella che dopo lunga tribolazione, ora riposa nella pace