FRATELLI IN CRISTO

«Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”». Il vangelo è colmo di riferimenti a Pietro. Pietro, lo sappiamo, è colui che Gesù ha scelto come principio di comunione dei Dodici. Oggi la Chiesa festeggia Andrea, fratello di Pietro, molto più marginale ma non meno importante nell’annuncio del Vangelo. La nostra chiesa sorella, la Chiesa Ortodossa, lo riconosce come suo fondatore. La tradizione riconosce Pietro fondatore della Chiesa di Roma, Giacomo della Chiesa di Gerusalemme e Andrea della Chiesa di Costantinopoli. Ogni discepolo di Gesù, testimone del Risorto, ha dato la sua bella testimonianza e con il proprio sangue ha fecondato un pezzo del mondo. Come dice san Paolo nella Lettera ai Romani: «Per tutta la terra è corsa la loro voce,
e fino agli estremi confini del mondo le loro parole». La cosa bella è che nessuno dei discepoli ha fatto il libero battitore: hanno sempre agito nella comunione! Questa è la grandezza dell’opera missionaria: ognuno con le sue specificità, non gelosi gli uni degli altri, desiderosi solo di dire lo stesso Cristo Gesù! Che sia un monito perchè si ritrovi unità tra confessioni cristiane… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Gioacchino perchè possa entrare nella gloria del Signore

RICOMINCIARE DA E CON GESÙ

Credo sia davvero terapeutico il ritmo che la Chiesa ci regala con la struttura dell’anno liturgico: il fatto di finire e di ricominciare permette sempre di tirare una riga e, insieme, di rilanciare. La vita non è un fardello da trascinare con tutti i pesi annessi ma un’esperienza da rinnovare, da accogliere come novità grazie all’opera dello Spirito. Finisce un anno in compagnia di Gesù, dove abbiamo fatto i nostri cammini più o meno buoni, e ne ricomincia un altro che non è tutto da rifare ma una possibilità ulteriore da affrontare con i mezzi e gli strumenti ad ora in nostra dotazione. Non stravolgeremo nulla con le nostre iniziative… Dio, però, potrà stravolgere tutto con le sue! Per questo non vogliamo essere impreparati e desideriamo accogliere l’invito che Gesù ci rivolge: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento». Non è con un sentimento di paura che occorre fare attenzione, ma con un sentimento di serenità… perché siamo certi che ciò che il Signore prepara per noi è sempre per la nostra gioia piena! Vegliare può significare rifuggire con tutto noi stessi la mediocrità, la superficialità, il qualunquismo. Noi che ci definiamo credenti, in primis, è bene che non ci adagiamo alle certezze e alle sicurezze che ci siamo dati una volta per tutte ma ci lasciamo interpellare dalla storia e proviamo a rispondere con creatività alle istanze sollevate dalla modernità. La storia non è il groviglio della attività e delle iniziative umane, spesso e volentieri scriteriate e casuali, ma è il lento
e paziente lavoro di Dio per renderci partecipi, nella nostra libertà, alla sua gioia e alla sua pienezza! Questo sguardo dobbiamo avere come credenti: cosa Dio ci sta dicendo? Come Dio ci sta visitando? Buona domenica

CURA DELLO SPIRITO

Quando mangiamo cibi avariati o troppo grassi sentiamo pesantezza di stomaco: malessere, nausea, sonnolenza, gonfiore. Per quale motivo? Semplicemente perchè il nostro fisico è strutturato in modo tale che alcuni alimenti li riesce ad assimilare ed altri, invece, lo destabilizzano… Il nostro corpo ci avvisa subito che stiamo assumendo un comportamento non salutare e, se siamo intelligenti, lo ascoltiamo e prendiamo provvedimenti… Per nulla diverso è il nostro cuore! Noi siamo fatti per amare, per gioire, per servire, per donare… nel momento in cui viviamo odiando, criticando, sparlando, mentendo, frodando, il nostro cuore va in affanno, ci fa sentire l’amarezza di una vita infelice e sterile! Purtroppo ci siamo disabituati a una cura attenta della virtù e delle opere buone… facciamo solo ciò che più ci interessa e ci giova… ma quanto è scialba la vita vissuta così! Gesù avverte i suoi discepoli e dice loro: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita», Occorre essere attenti! Non dobbiamo essere così superficiali da non avere a cuore l’igiene e la salute della nostra sfera spirituale! Corpo e anima corrispondono: entrambi richiedono cura e attenzioni sempre vigili e attente! Non sorvoliamo… Buona giornata

I SEGNI DEL REGNO

«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino». È praticamente da una settimana che è calato il gelo invernale. Fino a metà novembre le temperature erano oggettivamente molto al di sopra della norma tanto che nel mio giardino le piante da frutta già si stavano ingrossando presagendo i germogli tipici della primavera. Oggi come oggi osservando le piante non siamo in grado di dire in che stagione siamo… tutto è sfalsato! Colgo questo input per porre delle domande inquietanti: abbiamo oggi dei riferimenti per cogliere il Regno di Dio vicino? Quali sono le foniti a cui attingiamo per scorgere le manifestazioni dell’opera di Dio nella storia? Viviamo dentro una condizione di grande disorientamento… Sono crollati molti punti fermi e siamo in balia di una infinità di stimolazioni: siamo sballottati a destra e a sinistra da indicatori eminentemente emozionali… Ebbene: proprio dentro questo ginepraio di indicatori Dio si sta manifestando! Forse proprio togliendoci la terra sotto i piedi il Signore sta aiutandoci a cogliere la necessità di tornare a Lui! Quando ci si accorge di essere in un vicolo cieco è una buona notizia… si può iniziare a cercare un’altra strada! Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Vittorio che accompagniamo al suo ingresso in paradiso… e per i suoi famigliari costretti all’isolamento, sottratti alla consolazione dell’ultimo saluto

VERSO LA LIBERAZIONE

«Vi saranno segni nel sole… uomini moriranno per la paura… Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire… Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». Con un linguaggio escatologico Gesù descrive, in queste righe, la sua morte e la sua risurrezione. Sulla croce si è oscurato il sole, i discepoli sono scappati per la paura di morire… ma proprio dentro questa condizione di devastazione Gesù ha oltrepassato il sepolcro ed è venuto incontro all’uomo perso e sconsolato. È da questo avvenimento che agli uomini è annunciata la salvezza che rende possibile camminare a testa alta nella vita, senza paure e timori! I credenti si contraddistinguono nella storia proprio a partire da questo sostanziale ottimismo tale per cui non c’è situazione che non sia illuminata a giorno dalla luce del Signore… È giusto notare, però, che Gesù non parla di liberazione avvenuta ma di liberazione in divenire: Gesù ci sta conducendo come il popolo d’Israele nell’esodo,  attraversando con noi il deserto e insegnandoci giorno per giorno a fidarci di Dio! La terra promessa si fa vicina nella misura in cui camminiamo ascoltando la sua Parola… riusciremo ad essergli fedeli fino alla fine? Buona giornata

DARE TESTIMONIANZA

«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza». Gesù non ha dato rassicurazioni esaltanti ai suoi discepoli… non li ha illusi con promesse mirabolanti… Tutt’altro: li ha messi di fronte ad un rifiuto capillare della loro nuova vita, deboli e fragili come agnelli in mezzo a lupi… Il martirio è la cifra della sequela cristiana: la cattiveria, la violenza, l’odio, devono diventare l’occasione per dare la testimonianza del proprio essere figli, totalmente affidati al Padre! Gesù non ha detto, nel momento in cui sarebbe iniziata la persecuzione, di preparare parole e strumenti per contrastarla facendo valere le proprie ragioni… nella resa filiale l’unica risposta davvero credibile! La testimonianza non va data in una condizione di agio… pensate a quante testimonianze diamo a parole, magari invitati in qualche assemblea: e allora parliamo di quello che siamo, di quello che abbiamo fatto e di quello che faremo! Ebbene Gesù sembra dirci: la vera testimonianza la dai solo quando sei alle strette e noi puoi più confidare in te stesso ma solo nel Padre al quale “nemmeno un capello del capo sfugge“… Ne saremo capaci? Buona giornata