LA VITA NELLA FEDE

«Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». A Gesù ste cose interessano meno di niente! La fede non è questione di cose da fare o da non fare… La vita è da vivere nella sua verità, in ogni passaggio, così come si presenta, rispondendo seriamente da figli di Dio! Gesù ha fatto piazza pulita di ogni norma cultuale e rituale: al centro di tutto sta l’amore! L’amore è il criterio di ogni discernimento, anche per ciò che attiene il digiuno… Se i discepoli sono nella gioia della festa perché lo Sposo è con loro, per quale motivo dovrebbero digiunare? Quando c’è lo Sposo si fa festa e si mangia, non c’è spazio per la mestizia… Quando, al contrario, i discepoli vedranno morire lo sposo, allora sì che digiuneranno! La tristezza stringerà loro lo stomaco e non avranno più voglia di mangiare… È l’amore che deve sottostare ad ogni pratica! In ogni cosa che facciamo rendiamo culto a Dio… non ci sono momenti della vita che esulano dal rapporto con Lui: Gesù ha, una volta per sempre, buttato all’aria la divisione tra sacro e profano! Chiediamoci quanto questo passaggio è davvero avvenuto in noi… Buona giornata

AGNELLI COME L’AGNELLO

«Ecco l’agnello di Dio, colui che prende su di sè il peccato del mondo!». Sono le parole di Giovanni Battista per indicare al mondo la presenza del Messia. Lo ha appena visto uscire dal Giordano, infangato dalle acque melmose del fiume, Lui, la perfetta trasparenza del Padre, imbrattato di terra, l’umanità… Ha proprio fisicamente su di sé quel fango che agli inizi della creazione del mondo il Padre aveva impastato e reso vivo con il suo Spirito…
Gesù è l’Agnello di Dio pronto a dare la vita per questo uomo. Non è un lupo che viene per sbranare le pecore. Gesù è la presenza discreta e fattiva di Dio che non ha altro desiderio che mostrare il suo amore. Lo contesteranno, lo maltratteranno, lo percuoteranno, lo flagelleranno, lo uccideranno, ma nulla mai riuscirà a distoglierlo da questa unica e granitica volontà.
L’indicazione del Precursore è diventata una monizione liturgica nella celebrazione eucaristica: prima di invitare alla cena del Signore, il prete mostra l’Agnello immolato! Quel pane che mangiamo e quel vino che beviamo è l’Agnello che non smette, testardamente, di donare se stesso! A chi? A noi che riconosciamo di non essere degni perché attanagliati dalle logiche di peccato che ci dominano e ci egemonizzano!
Se lo riceviamo anche noi siamo trasfigurati in Lui: la nostra vita diventa manifestazione della sua condizione! Siamo chiamati ad essere agnelli immolati che prendono su di sé il peccato del mondo… lo dice chiaramente Gesù ai suoi discepoli: «Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi»!
Come Chiesa siamo chiamati ad essere testimonianza di questo modo di essere dell’Agnello: quanti passi di conversione dobbiamo ancora compiere! Buona domenica

I PECCATORI? DEGLI AMMALATI

È impressionante notare come nel corso dei secoli abbiamo anestetizzato il potenziale rivoluzionario del Vangelo! Via via, la fede liberante e piena di vita che Gesù ha annunciato si è trasformata in una bella religione, alla pari di tutte quelle create dall’uomo… Così, il linguaggio della misericordia si è ridotto ad un frammento marginale dell’annuncio… e solo a certe condizioni! Di fatto, abbiamo una paura folle del perdono di Dio: ci sembra che, con il perdono troppo facile, esploderebbe l’arbitrarietà e tutti farebbero il male che vogliono senza alcun freno… Ma siamo così sicuri che tutti vogliono fare il male? Non abbiamo ancora compreso che il male fa male ed è frutto della perversa astuzia tentatrice del Maligno? Chi fa il male è dentro ad una morsa di dolore talmente pervasiva da credere di non poter far nulla per uscirne… accettando la supinamente e passivamente la propria condizione… Per questo Gesù ai suoi discepoli dice: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Chi è nel male ha bisogno di Gesù per ricominciare una risalita! Nessuno deve essere condannato definitivamente: Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi! Come cristiani questo siamo chiamati ad annunciare! Buona giornata

DIO GUIDA IL SUO POPOLO

Il popolo chiede a Samuele di ungere un re affinché guidi Israele. Samuele cerca di dissuadere il popolo facendo presente che l’unico e vero re d’Israele è il Signore. Ma il popolo non sente ragioni: vuole essere un popolo alla stregua degli altri popoli del circondario. È un affronto spudorato a Dio… è l’affermazione della inutilità e della indifferenza di Dio nella loro vita… Un peccato imperdonabile! Ma il Signore conosce bene la sua creatura: l’uomo è senza memoria! Non riesce proprio a ricordare l’intervento poderoso di Dio nella liberazione dalla schiavitù d’Egitto… il bene viene subito dimenticato! Non c’è il minimo di gratitudine! Ma il Signore non si arrabbia, non fa nulla per contrapporsi alla decisione del popolo e dice a Samuele: «Ascoltali: lascia regnare un re su di loro». Dio è fedele a se stesso: anche nella parabola del figliol prodigo non si oppone alla scelta del figlio di andare alla ricerca di altri padri… L’uomo fino a quando non pesta il naso non riconosce il male! Presto, Israele dovrà registrare la veridicità delle parole di Samuele: tutti i re pensano molto al proprio tornaconto… nessuno è come Dio, sempre disposto ad amare e dare la vita! Il Signore ha pazienza  e aspetta… che meraviglia! Buona giornata

BATTAGLIE SECONDO L’UOMO

Interessantissima la battaglia tra israeliti e filistei: si scontrano in un primo round e gli israeliti subiscono una pesante sconfitta. Non contenti, tornano a casa, analizzano l’esisto dello scontro e decidono di riattaccare i filistei. Questa volta, però, con l’ausilio dell’Arca dell’alleanza: se Dio combatte al loro fianco – pensano – non ce n’è più per nessuno! Secondo round e seconda tragica sconfitta… Devastante l’epilogo: i filistei si portano via l’Arca e Israele deve vivere senza questo segno così importante della sua memoria! Dio, in questa maniera, ha espresso chiaramente la sua posizione: non viene mai ad avallare decisioni precedentemente prese dagli uomini! Dio agisce per suo conto: non è un idolo che risponde a chiamata! Israele prima di decidere di entrare in guerra doveva consultare Dio… non può a scelte fatte costringere il Signore da semplice sponsor! Il vizio di credere in Dio al bisogno è condizione molto diffusa: è una vera e propria forma di tentazione! Si tenta Dio affinché si esponga con una risposta rispetto a scelte apertamente nostre! A Dio non interessa che noi lo amiamo in base alla riconoscenza rispetto ai suoi doni… Dio è libero e fa quello che vogliamo! Altrettanto vuole che noi facciamo quello che vogliamo… ognuno con le proprie responsabilità! Buona giornata

PADRI E MADRI SPIRITUALI

Fin da piccolo sono stato affascinato dal racconto della vocazione di Samuele. Forse perché le suore ce lo raccontavano ogni due per tre. L’idea che Dio chiama è troppo interessante: la vita non va vissuta a caso, ma secondo quanto il Signore chiede… chissà quanti giovani hanno questa percezione. Mi sembra che, purtroppo, tutti si arenino dentro le proprie aspirazioni e le proprie ambizioni… Eppure, Dio chiama! La pagina del libro di Samuele che oggi leggiamo nella liturgia ci assicura che il Signore ha una proposta di vita per ciascuno di noi, ma forse non abbiamo mezzi per capire e per discernere! È proprio capitato così a Samuele: sentiva una voce che lo interpellava ma non sapeva dire chi fosse! La sua fortuna è stata avere accanto l’anziano Eli che lo ha aiutato a capire! Abbiamo bisogno di persone che hanno una vita di fede adulta, matura, consistente… persone che parlino e vivano in maniera spirituale… Ci sono troppi esperti di cose fatue e lascive… Chi più conosce Dio e ne sa parlare? Sono certo che c’è una sete e una fame di Dio esagerati ma troppo poche sono le persone in grado i raccontare grazie alla loro esperienza dove hanno attinto! Cercasi padri e madri spirituali! Buona giornata