LA CONDURRO’ NEL DESERTO E PARLERO’ AL SUO CUORE

Celebriamo oggi la festa di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), patrona d’Europa. Una donna che ha vissuto la sua vita in ricerca: Ebrea di nascita, filosofa della scuola fenomenologica, diventata agnostica e poi cattolica, monaca carmelitana, mistica e martire. Una vita passata attraverso tanti “deserti” in cui ha saputo cogliere quella voce che la chiamava, che bussava al suo cuore che non trovava pace: «Ecco, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d’Egitto». E nella sua vita fatta di continua ricerca Teresa Benedetta della Croce a saputo rispondere alla promessa alla quale il Signore la stava chiamando: «ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore». Una promessa che Dio continua a fare anche a ognuno di noi. Ma per rispondere a questa promessa non ci si improvvisa. Dobbiamo essere capaci nei “deserti” della nostra vita di ascoltare quella voce che ci chiama, dobbiamo saperci mettere in ricerca e essere capaci di fare scorta d’olio… olio che sono la sua Parola, il suo Amore. Solo così saremo pronti anche noi seguire lo sposo quando arriva e donare a lui tutta la nostra vita… buona giornata, don Michele

“ESSERE BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI”.

Gesù paga le tasse. Fa sorridere, ma è proprio questo il messaggio del racconto di oggi inserito dopo una drammatica previsione di morte «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Potrebbe non farlo: ha ben altro cui pensare in quel momento, e soprattutto ben altra “tassa” pagherà da li a poco donando tutta la sua vita sulla croce. Ma Gesù non vuole scandalizzare, resta con i piedi ben piantati in terra.  Di fronte alla richiesta che gli esattori delle tasse del tempio rivolgono a Pietro, Gesù sottolinea l’importanza di pagare il tributo, l’importanza di comportarsi onestamente anche di fronte ai nostri impegni civili di bravi cittadini. Mi vengono in mente le parole di san Giovanni Bosco: “essere buoni cristiani e onesti cittadini”. Non  possiamo essere credibili annunciatori del vangelo se non siamo cittadini onesti e coerenti. È impossibile per esempio predicare la povertà e cercare allo stesso tempo di intrallazzarci per arricchirci, predicare l’onestà e trovare tutti i modi possibili per non pagare le tasse o accaparrarci dei favori magari sempre giustificati da ottime ragioni! Agli occhi del mondo dobbiamo sempre essere riflesso di Cristo: se vogliamo essere davvero discepoli dobbiamo convertire il nostro ad essere sempre coerenti con il Vangelo e sforzarci sempre di più a essere degli onesti cittadini… buona giornata, don Michele

“NON TEMERE PICCOLO GREGGE”

“non temere piccolo gregge”…  tante volte abbiamo la tentazione di misurare il successo delle nostre iniziative e proposte in base ai numeri delle presenze… c’era tanta gente? È spesso la prima domanda che poniamo, ancor prima di sapere come è stata l’iniziativa. Oggi il Signore sembra volerci tranquillizzare. Con quel tenero “non temere piccolo gregge”. Siamo rimasti un “piccolo gregge” non possiamo nasconderlo ma a noi, proprio a noi il Signore chiede qualcosa di importante. Innanzitutto ci invita ancora una volta a ancorare il nostro cuore a lui, riscoprendo il tesoro della sua Persona e della sua Parola, “perché dov’è il nostro tesoro la sarà il nostro cuore”. E allora ecco che se riscopriamo il tesoro grande che è il Signore allora il nostro cuore sarà al sicuro in Lui e la nostra vita non avrà proprio nulla da temere. Ma il Signore ci invita anche alla responsabilità. Ci è viene chiesto di far fruttare come buoni amministratori, tutto l’amore che Dio riversa nei nostri cuori imparando a condividerlo. Non è una cosa impossibile, tanti uomini e donne anche accanto a noi lo stanno vivendo… tocca allora anche a noi… perché “ a chiunque fu affidato molto sarà richiesto molto di più”… buona domenica, don Michele

«ASCOLTATELO»

La Chiesa ci fa celebrare oggi la festa della Trasfigurazione di Gesù sul monte. Gesù che rivela ai suoi discepoli, Piero Giacomo e Giovanni, e a tutti noi, il suo vero volto glorioso. Il volto e le vesti luminose e la voce dal cielo ci rivelano chi è veramente Gesù: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Di fronte a questa manifestazione di Gesù a noi è dato un compito preciso: «Ascoltatelo». Il Padre ci dà un ordine preciso, l’ordine di ascoltare il messaggio del Figlio, di ascoltare Gesù. Che significa dunque ascoltare Gesù? Ascoltare è compiere i suoi comandamenti, il comandamento dell’Amore. Ascoltare il Signore è comportarsi come egli si è comportato, come lui è vissuto sulla terra, vivere dall’esempio che Gesù ci ha lasciato… E lui ha trascorso tutta la sua vita facendo la volontà di Dio, facendo del bene a tutti, aiutando i bisognosi, sanando i malati, predicando la Buona Novella del Regno di Dio. Ogni giorno noi abbiamo la grazia di partecipare alla “teofania” di Dio. In ogni Eucaristia, leggendo la Sua Parola, Dio attraverso Gesù si manifesta e rivela a noi. E Dio inizia in noi la nostra trasfigurazione. Entra dentro di noi e ci trasfigura per farci diventare sempre di più immagine del suo volto da far risplendere con la nostra vita quotidiana…buona giornata, don Michele

SEGUIAMOLO!!!

Pietro che aveva provato a “insegnare” la strada da percorrere a Gesù si è sentito dire: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Ma allora cosa significa seguire il Signore? Cosa comporta? Il Vangelo di oggi è molto chiaro al proposito: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Per seguire il Signore siamo chiamati a perderci, a perdere la nostra vita. Il seguire Cristo è un morire per vivere. Significa immergerci ogni giorno in quella logica battesimale che ci apre la via per trovare una vita piena. Significa abbandonare ogni giorno la vita di “uomini vecchi” ancorati nel peccato per vivere la vita da risorti in Cristo. Ma per compiere questo cammino Gesù invita i suoi discepoli e noi a prendere la nostra croce. Prendere la propria croce non significa, come troppe volte pensiamo, sopportare le disgrazie che la vita (non Dio!) ci pone innanzi, ma entrare nello “stile di Cristo”, seguirlo fino in fondo, seguirlo nella sua determinazione. Gesù è disposto a morire pur di annunciare il vero volto di Dio, non indietreggia dal suo progetto, costi quel che costi. Non ci spaventi allora la croce: per raggiungere la vetta occorre faticare, per sbarazzarci del nostro uomo vecchio che portiamo nel cuore bisogna lottare. E quando sentiamo di non farcela non abbiamo paura: lui ci ha già aperto la strada portando la Croce… seguiamolo!!! buona giornata, don Michele

LA SCRIVERO’ SUL LORO CUORE

Il Signore annuncia la conclusione di una nuova alleanza con la casa di Giuda, non come quella stabilita ai tempi dell’Esodo, quell’alleanza che i padri e i figli dei padri «hanno violato» ripetutamente. «Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore.» (Ger 31,33). Osservando l’incapacità del popolo a essere fedele e a osservare la Legge, il Signore decide di avvicinare i comandamenti al cuore dell’uomo. Basta tavole sulle quali leggere le norme da osservare: Dio scrive la Legge nel cuore, affinché l’uomo impari a restare fedele all’Alleanza, mosso dall’amore e non dalla costrizione. Nel vangelo troviamo come Pietro si accorga che Gesù è l’alleanza nuova «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». È una risposta non derivata da uno studio di teologia, ma una risposta che esce dal cuore di Pietro. E Dio nonostante sa bene che il nostro cuore e la nostra vita continuerà a mostrare le nostre infedeltà al suo amore, scommette su di noi. A Pietro affida la Sua Chiesa, a noi ogni giorno ci affida di essere testimoni del Suo Amore, vale a dire tradurre nella concretezza della nostra giornata “quella sua Legge di amore” che ha iscritto nei nostri cuori… non deludiamo questa “scommessa”…buona giornata… don Michele