QUELLO CHE SIAMO

«Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». Il sale o è salato o non è sale! Così la luce se non illumina non è luce! Non c’è un processo in divenire nè del sale nè della luce: sono ciò che sono indipendentemente dalla loro scelta. Se uno è imbevuto di Cristo chi lo incontra lo sperimenta, sia che lo dica sia che non lo dica! L’essere di Cristo non dipende da uno sforzo personale ma dal dono del suo Spirito: ci sono persone che pensano di essere super-cristiani e non lo sono e ce ne sono altre che pensano di non esserlo e lo sono! Ciò che siamo è molto di più della nostra consapevolezza: uno può pensare di non valere niente e invece è percepito dai vicini come una meraviglia… Non ci dobbiamo occupare di apparire bravi cristiani… è bene che distogliamo gli occhi da noi stessi! Preoccupiamoci di ascoltare assiduamente la sua Parola e la sua gloria risplenderà ben oltre le nostre aspettative! Domenica è stata beatificata suor Maria Laura Mainetti: credo proprio che lei si ritenesse una modesta discepola di Gesù… La Chiesa l’ha scoperta essere molto di più! E ora, la sua vita, oltre le sue aspettative è un perenne rendimento grazia al Padre che è nei cieli! Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Raffaele che bussa alla porta del paradiso

LA TRIBOLAZIONE

Esiste una vita senza tribolazioni? Avete mai incontrato una persona che non vi abbia detto almeno un disagio, una pena, una sofferenza, una lamentela? A volte i problemi sono davvero grandi e le ansie e le paure sono oggettivamente comprensibili… la maggior parte delle volte, però, i problemi e le difficoltà sono un po’ inventati! Ci si riesce a lamentare per delle questioni davvero ridicole… Però, è vero che ognuno, nella sua condizione, porta il peso della sua vita come riesce! C’è chi è più forte e c’è chi è più debole… Per tutti, credo facciano bene queste parole di Paolo nella sua introduzione alla Lettera ai Corinti: «Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione». Proprio così: hai una tribolazione? Coglila come una opportunità per capire chi ti presenta una tribolazione ancor più grande della tua! Come fai ad affrontare la tua tribolazione? A chi ti rivolgi? Dove trovi la forza per dire il tuo sì ogni giorno a quanto devi affrontare? San Paolo scriverà «Tutto posso in Colui che mi da la forza»: ecco qui il il punto d’appoggio capace di sollevare il mondo… Gesù! Tutto giova… anche le tribolazioni! Buona giornata

MANGIARE E BERE

Mangiare il pane e bere il vino sono due pratiche abituali per l’uomo: è l’istinto che soprassiede a queste attività per provvedere alla sussistenza del corpo. Chi mangia pane e beve vino garantisce alla propria vita fisica il necessario per sopravvivere.
Come sempre, Gesù utilizza i canali di comunicazione umani più abituali per mostrare il senso del suo mandato: è bene che i suoi discepoli mangino il pane e bevano il vino ma è ancora più necessario per avere la vita piena che mangino del suo corpo e bevano del suo sangue! Cosa significa? Significa che senza una relazione intima con Lui non è possibile avere la vita!
Mangiare e bere significa inserire nel proprio corpo qualcosa che, digerito, fornisca al fisico l’energia vitale necessaria al vivere… Gesù chiede ai suoi discepoli di permettere a Lui di entrare nella loro vita per diventare una cosa solo in loro.
Gesù non si accontenta di essere il Dio-con-noi: desidera essere il Dio-in-noi! Proprio come dice san Paolo: “Non sono più io che vivo ma Cristo che vive in me”.
Questo linguaggio è comprensibile solo facendo riferimento al codice semitico dove la realtà era letta tutta in chiave simbolica: il sangue non era semplicemente un composto biologico ma era la vita stessa! La pratica di scannare gli animali e dissanguarli stava a significare il rifiuto di far entrare la vita animale nella propria vita…
Ebbene, Gesù si riferisce proprio a questa categoria: sa molto bene che gli uomini lo uccideranno… si sente come l’agnello pasquale immolato… per questo chiede che il suo sangue, ciò la sua vita, non sia buttato via ma sia raccolto, sia bevuto! La sua vita ha bisogno di continuare in altri, in coloro che hanno compreso che vivere divinamente è dare la vita per amore.
Mangiamo e beviamo, allora, di Cristo

NESSUN UOMO È IDEALIZZABILE

«Guardatevi dagli scribi», dice Gesù alla folla. Gli scribi erano profondi conoscitori della Scrittura, uomini consacrati allo studio e all’approfondimento della Torah, dei teologi ante litteram direi. Mettere in guardia da loro significa screditare chi, di fatto, si occupa di capire e far conoscere la Parola di Dio! Può essere così? È come se Gesù dicesse oggi: “Guardatevi dai preti!”… Gesù non stigmatizza di certo una categoria: non vuole che si demonizzino i pubblicani e i peccatori e, di conseguenza, neanche gli Scribi… Giustamente specifica «Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti». Qui è tutta un’altra cosa: è doveroso non idealizzare ruoli o leader a prescindere! Soprattutto, occorre stare molto attenti da chi si presenta come chi sa tutto, come chi ha da dire su tutto, come chi si pensa superiore su tutti! Io sono un prete, mi è stato affidato un compito di accompagnamento nella sequela dietro a Gesù: non sono il migliore… non sono il più buono… non sono il più giusto… sono uno che cammina con dei fratelli cercando di tenere fisso lo sguardo su Gesù… guardatemi e aiutatemi ad essere ciò che devo essere! Buona giornata