LA COMUNIONE PRIMA DI TUTTO

Prima di leggere questo mio commento, vi invito a leggere bene la Lettura dal Primo libro di Samuele. Interessantissimo: generalmente, i racconti dell’Antico Testamento hanno una dinamica molto diversa. Se in un primo tempo Israele vive un momento di fragilità e di debolezza, una volta che si accorge di aver abbandonato Dio e lo chiama in causa, in un secondo tempo tutto si risolve a tarallucci e vino… Ma questa volta non va così! Israele perde contro i Filistei senza e con l’Arca dell’Alleanza! Quando Dio viene ridotto ad idolo non c’è storia: è totalmente indifferente! Dio non è il jolly che tiro fuori nel momento in cui non ce la faccio da solo a portare avanti i miei progetti… Dio non è nemmeno il finalizzatore delle mie aspirazioni… Dio ha in mente ciò che vuole realizzare! Certamente rispetta anche quello che noi abbiamo a cuore ma, giustamente, si sente libero di non avvallare nel momento in cui non corrisponde al suo modo di essere! Credo che ne venga una lezione fondamentale: la nostra intelligenza non sta nel fare ciò che vogliamo… nemmeno Gesù fa quello che vuole… nemmeno il Padre… La nostra intelligenza è cercare in tutto e per tutto la comunione con il Signore! Con Lui, anche se non portiamo a compimento i nostri progetti, siamo sempre nella pace… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Lidia sazia di giorni e per Nicolò ancora giovanissimo perchè il Signore apra le porte del paradiso

DIO PARLA IN MANIERA ORIGINALE

Credo di averlo raccontato più volte ma desidero ripeterlo: il brano della chiamata di Samuele è uno di quei testi che ho nel cuore fin da quando ero piccino… le mie Suore lo leggevano spesso e lo indicavano come criterio di discernimento per verificare la propria vocazione. Io, mi ricordo, ne ero affascinato in una maniera assoluta! Oggi, rileggendolo, mi ha colpito questa cosa: il sacerdote Eli che ha avuto bisogno che Dio chiamasse Samuele per ben tre volte prima di riconoscerlo! Come è possibile che un uomo anziano come lui, che ha passato tutta la vita al Tempio a pregare e a meditare la Parola, non sia riuscito a intuire la visita di Dio? È bello che sia così! Nessuno ha il passe-partout per aprire tutte le porte attraverso le quali Dio viene verso l’uomo… Dio è libertà assoluta! Dio è imprevedibilità! Dio è originalità! Parla in moltissimi modi perchè nessuno possa vantarsi di averlo conosciuto una volta per tutte! Bravo Eli a rimanere in ascolto, a pazientare, a non prendere decisioni troppo azzardate! Una volta capito, Eli non si fa interprete ma invita Samuele all’ascolto: è Lui che deve capire che cosa Dio ha da dirgli! Portare a Dio è sostanzialmente soltanto aprire a Lui… le strade non sono mai le nostre! Buona giornata

VIVERE L’ESPERIENZA DELLA FEDE

Per nulla banale il botta e risposta tra Gesù e l’indemoniato nella sinagoga di Cafarnao: da un lato la rivelazione della divinità di Gesù da parte dell’indemoniato e dall’altro la riduzione al silenzio dell’indemoniato da parte di Gesù. Di per sè, Gesù avrebbe potuto sfruttare la pubblicità gratuita fatta dall’indemoniato, invece no! Gesù vuole scegliere lui come e quando rivelarsi. C’è un tempo nel quale è bene che gli uomini non conoscano la sua identità. Dio vuole camminare al fianco dell’uomo in maniera del tutto anonima e guadagnarsi la stima e il riconoscimento dai fatti. Chi, troppo in fretta, pensa di aver trovato il Signore e pensa di averlo conosciuto in maniera esaustiva è bene che si metta in discussione! Dio sta sempre oltre le nostre definizioni… A Dio piace rivelarsi personalmente, in maniera originale e specifica ad ognuno! Nel corso dei suoi tre anni di vita pubblica, molte volte coloro che facevano esperienza di miracoli particolari, facevano la loro professione di fede: Gesù non diceva loro il contrario, semplicemente chiedeva loro di non divulgarlo ma di tenerlo per sè! È bene che di Dio non se ne parli per sentito dire ma per un esperienza personale! Non preoccupiamoci tanto di dire ma di fare esperienza della fede! Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Maria che si è addormentata serenamente nel Signore

IN FRETTA

C’è un senso di fretta, di trepidazione, nei primi versetti del Vangelo di Marco: viene detto che il Battista è stato ucciso e che Gesù prende immediatamente la parola sollecitando alla conversione e alla fede. Subito dopo chiama i discepoli a seguirlo e questi, senza batter ciglio, lasciano reti e padre e si mettono alla sequela. Non c’è spazio per ragionamenti, per convenevoli, per preliminari: non c’è tempo da perdere! La vita è cosa seria, non si può stare a discutere di lana caprina e avere tutte le spiegazioni e le giustificazioni alle proprie domande… o ti fidi o no! Punto! Chissà se Gesù ha chiesto ad altri e questi gli hanno risposto di no… fatto sta che non rientrano nel Vangelo! Mi fa pensare questa cosa: forse oggi, anche nell’annuncio siamo sempre troppo preoccupati di fornire tutte le spiegazioni e le motivazioni per ogni scelta… la realtà è che, certe cose, o ne capisci immediatamente la ragionevolezza oppure non c’è verso di capire! La fede è davvero una affinità, è più una questione di cuore che di testa! Ogni volta che provo a spiegare la fede a qualcuno che non crede ne esco sempre fallimentare… forse è bello così: è Dio che chiama a sè, chi vuole e come vuole! Noi siamo semplici servi… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Benito che affidiamo alla misericordia del Signore

VIVI CIÒ CHE SEI

C’è un battesimo nell’acqua e c’è un battesimo nello Spirito: Giovanni Battista battezzava nell’acqua e Gesù battezza nello Spirito! Il primo ha un valore esplicativo di una intenzionalità personale alla purificazione e alla conversione e il secondo ha una incidenza spirituale che inaugura un’esistenza nuova, una opera salvifica irrevocabile.
Il rito battesimale che noi celebriamo utilizza ancora il simbolismo dell’acqua ma strettamente unito al simbolismo dell’olio crismale: il Battesimo è un invito forte alla conversione ma supportato dalla grazia dello Spirito! Ciò che avviene in un battezzato non è più un’opera autonoma ma sinergica, ossia con lo Spirito!
Questo passaggio sostanziale mi sembra ben descritto da queste parole che troviamo nel testo del vangelo di Luca che
racconta l’evento del Battesimo di Gesù: «Il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea». Questa
“forma corporea” esprime perfettamente l’idea dell’inabitazione. Gesù, in forza del Battesimo, mostra che la sua azione non
è individuale ma comunionale: nella sua umanità si esprime corporalmente la divinità! Non c’è più una separazione netta
tra l’umano e il divino ma tutto è unito: corpo, anima e Spirito agiscono in maniera totalmente unitaria!
Ecco: il battesimo che noi celebriamo è «in Spirito santo e fuoco», cioè la nostra umanità è inabitata dallo Spirito che con gemiti inesprimibili continuamente ci ricorda di essere figli gridando in noi «Abbà, Padre!». Non siamo più alla ricerca di Dio come se non lo conoscessimo ma, via via, è in atto in noi un lavorio interiore che spinge a diventare, sempre più, una sola cosa con Lui! “Vivi ciò che sei!”, ci direbbe sant’Agostino!