IL REGNO CHE DIO FA

«Il Regno di Dio è simile a un granello di senape». Mi sono preso la briga di cercare in rete un’immagine di un seme di senape per farmi un’idea della grandezza: è davvero un’inezia! Come si fa a dire se il Regno di Dio c’è o non c’è: forse è ancora troppo piccolo per essere scorto o forse è troppo grande per essere contornato! Il Regno di Dio certamente è iniziato, non ci è dato di afferrarlo per non poterlo gestire e controllare secondo le nostre misure… è Dio che lo ha seminato, è Dio che lo fa crescere, è Dio che lo porta a compimento! È totalmente nelle sue mani, per fortuna. E noi cosa siamo chiamati a fare? Semplicemente ad accoglierlo! Anche la preghiera del Padre nostro è chiara in tal senso: “venga il tuo regno”! Non è roba nostra, non è un’attività che ci è affidata o data in appalto! Il tempo in cui la la missione era vista come implantatio ecclesiae ne abbiamo fatti di guai… La missione riguarda l’annuncio del Regno, della sua presenza, dell’opera in atto di Dio. Ogni uomo va risvegliato affinchè possa vedere come Dio stia lavorando nella sua vita e nella vita di tutti gli uomini! Accogliere più che fare… difficile per malati di protagonismo come noi… Buona giornata

CHIUSURE

Gesù è venuto per salvare l’uomo, per liberarlo da ogni male. Gesù rivela il vero volto di Dio che non tollera il dramma della sofferenza, non ne è il responsabile, ma, al contrario, il nemico giurato. Non ci sono regole o norme religiose se non a favore di questa lotta contro il male. La pagina di vangelo che oggi leggiamo riferisce: «il capo della sinagoga era sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato». È incredibile: Dio compie un miracolo e l’uomo lo contesta perchè contravviene ad una norma religiosa… è un vero paradosso! Saprà bene Dio che cosa sia giusto fare… la norma religiosa avrà il suo compito ma è da considerare funzionale all’opera di Dio e non la sua regolazione! Oggi, forse, non ci opporremmo più alla salvezza di una persona a partire da norme religiose ma, non di meno, rimarremmo a bocca chiusa senza porre obiezioni e distinguo… È capitato proprio a me sperimentare la durezza e la chiusura verso persone ferite in forza di pregiudizi! Ho provato a inserire nel mondo del lavoro un ex carcerato, persona rigenerata da un cammino di pentimento e di conversione, eppure quante porte chiuse… Ho provato ad aiutare persone provate da una vita scombussolata da matrimoni andati male, da famiglie un po’ affaticate: quante porte sbarrate… Occorre ancora lavorare molto sul cuore! Buona giornata

OCCHI CHE VEDONO DI NUOVO

Il racconto del miracolo della guarigione del cieco Timeo a Gerico è, a mio parere, un vero capolavoro narrativo dell’evangelista Marco dove è possibile evincere tutta una serie di indicazioni sull’esperienza di fede davvero centrali.

Il cieco è seduto ai margini della strada e Gesù gli passa accanto. Il cieco è fermo e Gesù cammina. Il cieco non ha maniera di raggiungere Gesù. È la condizione dell’uomo che, da Adamo in poi, è privato della visione di Dio. Non può fare nulla.

Il cieco non vede ma sente. Non sente Gesù ma sente la folla che gli si muove intorno e che parla di Lui. Gesù significa “Dio salva”. Il cieco a fronte di una possibilità di salvezza si sente fremere il cuore: l’ascolto è la prima possibilità che gli è offerta per ravvivare la speranza.

Il cieco grida. Grida sempre più forte. È il grido della preghiera. È il grido del povero che il Signore ascolta. È un grido che sente anche la folla attorno ma non le interessa… anzi! La folla smorza la speranza e cerca di zittire la forza della preghiera.

Gesù si ferma e fa chiamare il cieco. Gesù sente il grido del cieco disperato e si interessa di lui. Invia i suoi discepoli a farsi carico del suo problema e a portarlo da lui. Solo Lui lo può guarire: i discepoli hanno il semplice compito di servire il Signore.

Gesù chiede al cieco che cosa vuole. A noi sembra scontato che voglia la vista… ma non è detto! Magari si accontenta di un pezzo di pane per campare… La vista, nel Vangelo, è la fede! È proprio questo che cercano e chiedono le persone che non credono?

Il cieco chiede di vedere. Più precisamente di vedere in maniera nuova. Ed è ciò che avviene. Perché? Perché il cieco non rimane a Gerico ma si mette dietro a Gesù! Questa è la guarigione!

IL CASO SERIO DELLA VITA

Tutti sappiamo che dobbiamo morire ma è come se non lo credessimo davvero! Viviamo con l’illusione che per noi quel momento sia lontano… se stiamo bene non ci pensiamo e se stiamo male speriamo di guarire! Quando poi la morte arriva ci viene anche la tentazione di pensare che non ce meriteremmo noi una morte di quel tipo… non è adatta al tenore di vita che abbiamo tenuto… Sta di fatto che la morte non è mai la benvenuta! Delle persone andarono da Gesù a chiedere spiegazioni su due episodi di cronaca di quei giorni per vedere se c’era una ragione a una tale moria di persone… Gesù scocciato dalla domanda e tagliò corto e disse: «se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Cosa vuol dire? Vuol dire che è inutile stare ad interrogarsi su come avviene la morte e se è giusto o no: non lo sapremo mai! A noi è data una sola responsabilità: la decisione sul come vivere! Non perdiamo tempo indagando sul come e sul quando moriremo: occupiamoci, invece, sul come e sul perchè viviamo in una certa maniera piuttosto che un’altra! Cosa cerchiamo nella vita? Che cosa stiamo costruendo? Come ci presenteremo davanti a Dio? Su queste questioni è bene che ci mettiamo al lavoro… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Aldo e Remo che oggi accompagniamo nella preghiera nel loro incontro con il Padre