UNO SBAGLIO NEL VANGELO

UNO SBAGLIO NEL VANGELO

È vero che non tutto ciò che leggiamo nei Vangeli racconta fatti storici  verificabili. Lo sapevano gli stessi Evangelisti che preferivano usare dei simboli (anche linguistici) per annunziare agli altri, non testimoni della presenza di Gesù come loro, una esperienza che sentivano fuori dal comune.  Una usanza generatrice di tante difficoltà nel capire certi termini, usati da tutti i quattro, nel modo di scrivere in una lingua che, ahimè!, metteva assieme l´ebraico e il greco; lontana quest`ultima per noi, da specialisti la prima.

Ad esempio, se leggiamo il testo evangelico ci sembra che Gesù non si sia tanto interessato ai malati come tali, quanto ai poveri: mettere al primo posto i poveri è stata la sua opzione, e dovrebbe quindi essere la nostra. Ma, nelle nostre società del benessere, non sono per caso molto più abbondanti i malati che i poveri, specie in Italia che tra i paesi del mondo si piazza seconda e, in Europa, prima per maggioranza di anziani?

“I poveri infatti li avete sempre con voi” afferma Gesù nei pressi di Gerusalemme nei vespri della sua passione. Economisti e sociologi sono d´accordo nel sostenere che sia stata l´attuale pandemia una delle cause dell´arretramento e del ritardo nelle soluzioni alla povertà. Ma buona parte dei nostri anziani e non pochi adulti vanno incontro alla morte per diverse malattie: il coronavirus ne è una prova inconfutabile. Allora, non sarebbe più giusto mettere al primo posto piuttosto i malati?

Siamo però noi, e mica il Vangelo che include sempre i malati tra i poveri, che abbiamo trasformato il sostantivo, il nome povero, in un sussidiario aggettivo. Ed eccoci a parlare di “povero malato”, “poveri infermi”, “poveri ricoverati ospedalieri”, “poveri pazienti in cura”. E non soltanto ora ma anche nel mondo pre e post pandemia cerchiamo di prendere il largo davanti ai malati e ai centri che li accolgono. È giunta l´ora di cambiare il modo di esprimerci: “poveri perché infermi”, “poveri perché malati”, “poveri perché ricoverati ospedalieri”, “poveri perché pazienti in cura”. Insomma, perché bisognosi di misericordia, una misericordia che scaturisca dalle nostre viscere. Come quella di Gesù nel suo agire coi malati.

Un cristiano qualunque – 14 aprile 2021

 

IN TESTA ALLA CLASSIFICA O NIENTE!

Da tanto tempo a questa parte essere il primo in classifica è “figo”, anzi, una condizione necessaria per vivere da veri uomini. E, negli ultimi decenni, da vere donne. Gli altri, quelli che nella vita arrivano secondi o terzi, non valgono un granché. O sono io la campionessa, il campione, o non sono nessuna, non sono nessuno.

I secondi e i terzi posti sembrano essere considerati semplici premi di consolazione nelle gare olimpiche e in quelle della tivù. Al punto che il colore stesso delle medaglie e dei piccoli aggeggi che simboleggiano la collocazione non sono luccicanti come l´oro, risultano un pò sbiaditi per il nostro gusto. Che più di una e più di uno di quei secondi e terzi classificati abbiano preso una qualsiasi cattiva strada o, al limite, il suicidio sarebbe scontato: “ci voleva pure un pò di dignità”, ha detto qualche faccia di bronzo.

C´è un piccolo dettaglio nei Vangeli che viene fuori soltanto all’ascoltatore  attento. La notte prima della sua condanna a morte, il signor Gesù ha lavato sì i piedi ai suoi discepoli e alla fine ha ripreso i suoi vestiti… ma non si è tolto il grembiule che aveva indossato per la lavanda. Vuol dire che il Messia, una volta risuscitato, proclamato Figlio di Dio, ha continuato ad essere servitore, anzi, schiavo degli altri. Non si è messo neppure al secondo nè al terzo posto ma all´ultimo.

Potrebbe allora un battezzato che si vanta di chiamarsi suo discepolo essere contento di prendersi un qualsiasi posto nella classifica della vita?

Un cristiano qualunque – 06 aprile 2021

SI È ADDORMENTATO NEL SIGNORE

L’espressione, che riprende degli usi molto antichi tra i cristiani, appartiene ai manifesti funebri in alcuni paesi. In Italia il linguaggio è più famigliare: “è mancata, è mancato all´affetto dei suoi cari”, “ci ha lasciati” e così via. Il Vangelo però sembra schietto per annunciare la morte di qualcuno.

Nello stesso senso, l´umanissima esperienza del sonno non ha negli evangelisti qualcosa di bello. Un esempio, il racconto dei tre Sinottici del gravoso addormentarsi dei discepoli di Gesù nel frantoio (Getsemani in ebreo) del monte Olivetto a Gerusalemme. Tra poco il Maestro sarà frantumato, proprio come il frutto degli ulivi; nel frattempo, i suoi amici più intimi dormono. “La mia anima è triste fino alla morte” li ha avvertiti Gesú nel staccarsi da loro per pregare. Tuttavia i suoi eletti si son lasciati vincere dal sonno.

Ha sudato pure del sangue Gesù, secondO di Luca. Nel mezzo della sua tristezza e angoscia tornerà per ben tre volte da loro, magari in cerca di qualche parola di comprensione; ma quelli che hanno condiviso con lui la cena ultima “non sapevano cosa rispondergli perchè i loro occhi si erano fatti pesanti”. Nemmeno Pietro reagisce, il solo a cui il Maestro rivolge la sua protesta. Poco dopo, gli si avvicinerà il traditore.

Gesù che in quest´occasione invita i suoi a “vegliare e orare” è lo stesso che qualche giorno prima, entrato a Gerusalemme per l´ultima volta, ha raccontato la parabola delle dieci vergini, cinque sagge e cinque stolte: dovevano vegliare perché lo sposo era atteso da un momento all´altro. Sebbene “tutte quante si assopirono e si addormentarono”, alla fine le stolte, non previdenti a differenza delle sagge, trovarono rinchiusa la porta della sala di nozze. La festa del Risorto.

Due atteggiamenti diversi per questa settimana che, volentieri, chiamiamo “santa”.  A noi da scegliere: c´è sempre, addirittura, la possibilità di non “addormentarsi nel Signore”.

Un cristiano qualunque – 29 marzo 2021

 

DISTRUGGERE, COSTRUIRE

Sono passati due anni dall’incendio cha ha malridotto Nôtre Dame a Parigi. Di recente, nella foresta di Jupilles in Francia, una quercia secolare è stata tagliata perché serviva alla ricostruzione dei tetti della tanto famosa cattedrale.

Donne e uomini che noi non abbiamo conosciuto hanno lavorato lungo tempo, tanti secoli addietro, per creare la città di Palmira, fino a pochi anni un gioiello della Siria e un tesoro di storia antichissima per l´umanità. Messa in rovine dai terroristi dell´ISIS nel 2015, archeologi, architetti e centinaia di operari si son messi all´opera per ripristinarla.

“Distruggete questo tempio e io lo ricostruirò in tre giorni” –ha dichiarato Gesù di fronte ai suoi ascoltatori, tra loro molti che aspettavano una parola sconveniente per accusarlo. E allora l´hanno trovata, pochi giorni prima della sua morte. Ciechi e sordi per capire che lui parlava del suo stesso corpo e non del tempio di Gerusalemme che si ergeva vicino al luogo in cui discuteva con loro.

La differenza tra la cittadina siriana e la chiesa parigina è palese: i monumenti possono essere rimessi in piedi, almeno simili a quelli di una volta; la vita umana, invece, marcia sempre verso una morte inesorabile. Quindi, la “ricostruzione” a cui allude Gesù è qualcosa di assolutamente nuovo; la chiamiamo risurrezione, vita definitiva senza morte. Ci vorranno addirittura “tre giorni” per raggiungerla; vi ricordate che è stato nel terzo giorno, e proprio in un giardino nell´Eden, che il Dio creatore ha modellato Adamo, donna e uomo?

Un cristiano qualunque – 23 marzo 2021

 

“CONDANNATI” A MORTE

“Ho fatto testamento prima di vaccinarmi”.  La solita corsa contro la morte. Al contempo, ci sono in tanti che non hanno avuto qualche ora per esprimere e firmare le loro ultime volontà: l’anziana senza badante nè parenti che muore da sola a casa sua; il senzatetto spento da un momento all´altro sul marciapiede; il bambino che, imbarcato su una zattera, in cerca della libertà ma affogato, è riportato dal mare sulla spiaggia di un paese strano… Anzi, nessuno aveva neppure qualcosa da lasciare in eredità ad altri.

Paura della morte. Della sorella morte che ci accompagna dall´istante della nascita. “È della morte l´unica cosa di cui possiamo essere assolutamente sicuri” –dicono da secoli gli antenati. Oggi preferiamo non pensarci come se fosse qualcosa di non veritiero. Facciamo il possibile, e a volte anche l´impossibile, per allontanarla dai nostri progetti. Non manca qualcuno che raccomanda di prenderla in giro col sorriso ironico del sapiente che crede di aver imparato a vivere un pò meglio. La morte però resta lì, accanto e di fronte a noi, imperturbabile.

La condanna a morte emessa da un tribunale continua ad essere in discussione a livello internazionale. C´è stato però uno che l´ha assunta non da impavido ma come ovvia conseguenza dei suoi atteggiamenti davanti alle ingiustizie e le idolatrie, che sorgeva inevitabile dalla sua missione. Gesù di Nazareth marcia, sofferente ma sereno, verso Gerusalemme dove i suoi detrattori si erano accordati per assassinarlo. La narrazione degli evangelisti lo mostra indifferente a questi piani. Che erano scontati, aveva sottolineato lui stesso con frequenza durante la sua breve vita. Non arretrerà neanche all´orto del Getsemani, angosciato perchè preferirebbe una svolta diversa per la sua storia.

Italia, “secondo paese al mondo e primo in Europa, per aspettativa di vita”. Attenti però: i soliti tre anni di “vita pubblica” di Gesù, come ci veniva raccontato a catechismo, secondo gli studiosi sono da ridurre, in realtà, ad un anno e mezzo al massimo. Dunque?

Un cristiano qualunque – 19 marzo 2021

 

MIMOSE PER LE DONNE

Lo scorso 10 gennaio papa Francesco ha indetto un motu proprio col nome Spiritus Domini: è sempre Lui quello che ispira tutti e dona il respiro nella Chiesa e nel mondo. Il documento estende i ministeri laicali, riservati per ben 39 anni ai soli maschi, anche alle donne.

“Ministero dell´altare” e “Ministero della parola”. In effetti, come di solito accade nelle chiese cristiane dove i fatti precedono le politiche, tante ragazze e tante donne di tutte le età svolgevano da tempo questi due compiti nelle nostre comunità; e molte altre responsabilità.  Un bel mazzo di mimose in anticipo sulla loro festa è stato regalato dal Papa alle donne cattoliche.

Ambedue i ministeri coinvolgono per un servizio comunitario, anzi ecclesiale e perciò responsabile, quelle donne che fanno un passo avanti per assumersi una delle due funzioni. Responsabilità vuol dire preparazione, prendersi sul serio l´incarico volontariamente assunto.

Di solito nelle parrocchie italiane il servizio dell´altare viene assolto dalle ragazze con la dovuta serietà: non vorrei però sospettare che più di una agisca in questo modo proprio perchè è in mostra davanti ai fedeli; in tanti momenti anche i loro compagni maschi si comportano in modo analogo.

Confesso tuttavia che da tempo io sperimento un forte disagio nei confronti di molte giovani e molti giovani, adulte e adulti ai quali sono state affidate le cosiddette “letture bibliche”, compreso il salmo responsoriale e la “preghiera dei fedeli” (che non è l´unica durante la Messa…). Sembra che facciano concorrenza alla Formula 1… Chissà se capiscono quello che leggono. Alla fine della lettura resta soltanto un labirinto di parole senza senso che non sveglia niente nell´assemblea.

Perché una cosa è leggere per se stessa o per se stesso -magari comprendendo il testo!- e un’altra assolutamente diversa proclamare la Parola, una parola che suscita vita, e vita messa in questione, dal momento in cui è ascoltata. “La Parola -quella delle Scritture- è una spada a doppio taglio”, scrive la lettera agli Ebrei. Lo sapete cosa fa un’arma del genere quando ci trafigge?

Un cristiano qualunque – 09 marzo 2021

RISPETTO… DELLE APPARENZE?

“Il più importante compito dello spirito umano è l´ingegnarsi per ingannare se stesso”. Lo diceva un nostro antenato italiano, Pietro Aretino che, nato alla fine del Quattrocento, si inorgogliva di autodefinirsi “figlio di cortigiana con anima di re”.

Uno dei pochi che non ha avuto cura delle apparenze. Ben potrebbe essere accusato di mancanza di rispetto. Nei riguardi di chi? Di qualcuno che si vanta della sua galanteria nell’essere garante dell’ordine pubblico e, al contempo, appoggia quelli che scelgono di violare le leggi che in pandemia ordinano di chiudere qualche servizio. Di qualcuno che, per il consenso, abbassa la testa e chiude gli occhi davanti all´ingiusto trattamento di un immigrato. Di qualcuno che dice di offrire pubbliche scuse per la non osservanza di qualche regola sociale e allo stesso tempo contamina la salute umana buttando sulle strade dei paesi la spazzatura da lui prodotta.

Nel nostro regno delle apparenze, il Gesù dei Vangeli non si è mai curato di essere galante, e neppure ben educato nei confronti altrui. Non sono affatto nè amichevoli nè affettuose le prime sue parole, testimoniate dal evangelista Giovanni: “Donna, che vuoi da me?” rispose alla propria madre, la quale  cercava l´aiuto del figlio per una coppia di nuovi sposi durante la festa di nozze. Gesù appare addirittura ben poco ossequioso davanti al suo primo discepolo, Natanaele, e anche a Nicodemo, discepolo anche lui ma in segreto,  quando sia l´uno che l´altro incominciano, pieni di complimenti, il dialogo con lui. Peggio ancora: Pietro, la semplice pietra fatta roccia sulla quale Gesù costruisce la sua chiesa, è chiamato da lui “Satana” quando vuole allontanarlo dalla sua missione.

La Quaresima ci ricorda che siamo fatti anche di creta. Un materiale sgretolabile. A cosa giova continuare a ingannarci?

Un cristiano qualunque – 01 marzo 2021

FIDUCIA

In Italia, oggi, si fanno ovunque dei discorsi sulla “fiducia”. È vero che la circostanza è quella di un nuovo governo. Ma cosa vuol dire fiducia?

C´è la fiducia in se stessi. C´è la fiducia in un’altra, in un altro. C´ è pure la fiducia nel cammino dell´umanità verso un domani migliore. C´ è anche la fiducia in Dio… e con questa è venuta fuori una lunga discussione che ha provocato uno scisma all´interno della Chiesa sei secoli fa. Ma ci sono anche la mancanza di fiducia in se stessi o negli altri, l´insistenza su un futuro peggiore per l´intera razza umana, e addirittura la rinuncia alla fiducia in Dio, cioè, alla fede in Lui.

Diverse vicende, fatte di umanissime sofferenze, spiegano queste situazioni. Quindi non sono quelle il problema. Esistono delle peggiori mancanze: le contraffazioni della fiducia. Una prima: l´amico che si prende la fiducia dell´amico grazie al quale riesce a farsi vaccinare contro il virus prima degli aventi diritto (“più del 45% degli effettivi vaccinati in provincia di Como”). Una seconda: quelli che copiano a scuola o all´università approfittando dell’invisibilità (“i furbetti non mancano mai”, dicono i docenti, dalle elementari alle superiori) che viene loro favorita dallo schermo per l´assenza fisica dell´insegnante.

Poi, tutti quanti vanno in chiesa a farsi imporre le ceneri. Un segno penitenziale con cui s´inizia la conversione, la restaurazione della fiducia. Verso che cosa? Verso questo?

Un cristiano qualunque –  22 febbraio 2021

FEMMINICIDIO

Non in settimana ma di recente siamo tornati agli stessi titoli che parlano di un nuovo “femminicidio”. Come se “omicidio” avesse a che fare soltanto coi maschi. Più di 90 casi nel 2020, nonostante la pandemia e anche proprio per essa: una donna morta perchè donna, in Italia, ogni quattro giorni. È vero che uno stupro di una ragazza o di qualsiasi donna è proprio ripugnante. Ma l´assassinio di una femmina qualunque mi lascia senza parole.

Perdere la testa, rabbia e anche furia, per il tradimento della fidanzata o della moglie con un altro, liti sull´ educazione dei figli, problemi finanziari, interventi abusivi dei suoceri o parenti altrui, non curanza delle dovute attenzioni al coniuge, mancanza di accoglienza davanti ai complimenti del corteggiatore, ecc. ecc. Sono tutte scuse, da non finire mai, che talvolta arrivano ad essere affrontate, perfino in tribunale.

Mi viene in mente l´atteggiamento di Gesù nei confronti della Samaritana, malgrado i suoi cinque mariti: assenza assoluta di critica per quel motivo, invito ad aprirsi a una nuova realtà. Peggio ancora, il suo incontro con la donna curva perchè posseduta da un demonio: osa trasgredire pure il sabato imponendo le mani su di lei, una che secondo i religiosi del tempo era peccatrice.  Altri tempi, diranno in tanti. Anche per noi cristiani?

Un cristiano qualunque – 15 febbraio 2021

UN FATTO ALLA SETTIMANA AGLI OCCHI DI UN CREDENTE

Quanti sono i fatti che accadono! Quante le riletture che vengono fatte dai giornali! Ognuno legge a partire dalle proprie convinzioni. La realtà, nella cruda cronologia dei fatti è oggettiva, ma nella sua comprensione ha a che fare con un criterio interpretativo. È per questo che abbiamo pensato a questa sezione: prendere un fatto della settimana e provare a leggerlo con gli occhi di un credente. in questo caso, è il nostro amico Albert che si prende l’onere di offrirci questa prospettiva di fede.

LE NOSTRE CAMPANE

LE NOSTRE CAMPANE

Due assaggi del suono delle nostre campane realizzati la mattina della festa del Crocifisso, 13 febbraio 2018…