LEGGE COME PEDAGOGO

Qoelet scriveva: «Non c’è niente di nuovo sotto il sole». Vico ribadiva: “La storia è fatta di corsi e ricorsi“. Insomma: non ci dobbiamo stupire che l’uomo cada e si rialzi, che si abbassi e si innalzi, che involva ed evolva, che diminuisca e che cresca! Non c’è un tempo che possa essere definito come il migliore! Non c’è un epoca che possa essere ritenuta l’apice dell’umano! Si fa in fretta a esprimere giudizi trancianti su scelte fatte nel passato e a esaltare decisioni prese nel presente: un sano ed equilibrato giudizio esige disincanto, equidistanza, pacatezzaSan Paolo, seppure molto perentorio in alcune prese di posizione, nel brano che oggi leggiamo nella liturgia della Parola mostra criterio: sappiamo come il suo giudizio rispetto alla Legge sia categorico… rende schiavi! Solo la fede rende liberi… Tuttavia, riconosce alla Legge una sua legittimità storica: ha svolto un ruolo pedagogico! Ma proprio perchè aveva un compito pedagogico è destinata a cedere il posto alla determinazione dell’uomo adulto: «Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo». La fede è l’amore, la comunione del figlio con il Padre! Dentro questo amore tutto è libertà e gioia! Niente è più legge… Siamo davvero arrivati tutti a questo stadio? Un po’ di legge, mi sa, ne abbiamo ancora bisogno… Buona giornata

LA SALUTE DELL’ANIMA

Ieri sera ero in casa di una famiglia e cercavo di far capire a una bambina di otto anni – forse troppo pretenziosamente – che lei era di più del suo corpo: “se anche ti taglio un orecchio tu rimani tu, il tuo corpo perde una parte – di certo importante – ma tu rimani totalmente quella che sei”. Ma questo io interiore che ci contraddistingue chi è esattamente? È una realtà intaccabile? Oppure può “ammalarsi” come il corpo… Ci sono delle malattie dell’anima? In che cosa consiste la sua salute? Sono tante le domande che possiamo porci: il fatto è che noi vediamo come anche la nostra personalità subisce tanti cambiamenti! Quante persone di cui abbiamo fatto conoscenza sono cambiate radicalmente sia in bene che in male… Cosa è avvenuto? È bene che la finiamo di tenere le fette di salame sugli occhi e riconoscere che il mondo spirituale è un mondo che conosce sia la salute che la malattia! In gergo noi diciamo essere in grazia o essere nel peccato… Possiamo essere inabitati dallo Spirito di Dio o possiamo essere vessati dagli spiriti maligni! Non sono favole da bambini… Quanto è necessario curare la salute spiritale alla stessa stregua di quella dell’anima! Ricordiamoci la parola di Gesù:  «Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio». Rimaniamo attaccati a Lui! Buona giornata

EQUILIBRIO TRA GRAZIA E OPERE

«È per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede?». San Paolo pone all’attenzione dei cristiani della Galazia una questione fondamentale: la grazia di Dio ci ha toccato la vita in forza della nostra fedeltà ai riti e ai comandi della Chiesa o per un amore preveniente, totalmente gratuito e immeritato? Qui si addensa il contenuto della fede e si vede: chi ha una formale adesione alla fede, seppure fedele e  incontestabile in tutti i suoi adempimenti, se non è animato dall’incontro con l’amore di Dio rimane gretto e chiuso alla bellezza del Vangelo! Chi, al contrario, proviene da un’esperienza di lontananza o di indifferenza alla fede e fa esperienza dell’amore di Dio rinnova radicalmente il suo modo di vivere e nei riti con gioia celebra tale avvenimento! Se guardo alle nostre liturgie, mi chiedo: quanto emerge la gioia della salvezza sperimentata? Quanto è ancora vincolante l’imperativo morale del precetto festivo? Quanto è viva la consapevolezza che la Parola ravviva e amplifica gli effetti della Grazia? Se san Paolo visitasse le nostre comunità oggi avrebbe un po’ di cose da dire, immagino… Chiediamoci quanto siamo preoccupati di rendere ragione della fede che c’è in noi… Buona giornata

LA FORZA DELLA SCHIETTEZZA

L’ho già dichiarato più volte, ma lo ripeto: san Paolo non finisce mai di piacermi! Un uomo tutto d’un pezzo, capace di lottare, di soffrire, di chiedere scusa, ma anche di puntare i piedi e chiedere rispetto! Capace di grandi gesti di umiltà e di obbedienza ma anche di forti prese di posizione! La vita di ogni uomo è così, deve essere così! Pensare che la santità sia pura abnegazione, umiliazione, silenzio, non è per nulla sano! Così come non è sanno pretendere di avere sempre la ragione in tasca, l’ultima parola… Come diceva il Qoelet: “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare”! Ebbene: nella pagina che leggiamo oggi dalla Lettera ai Galati troviamo questa testimonianza di san Paolo «quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto». Con Pietro aveva stretto un patto nel quale ognuno dei due si occupava di una categoria di persone mantenendo una profonda comunione seppure nella diversità. Pietro aveva ceduto a delle pressioni da parte dei suoi e pretendeva di imporre leggi e usanze ebraiche ai cristiani di origine greca: Paolo non ci sta! Se ci pensiamo, questa impuntatura di Paolo è il fondamento della nostra libertà di oggi! Come serve, a volte, picchiare i pugni… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Alberto che oggi accompagniamo con la preghiera al suo incontro con il Padre

LA COSA PIÙ IMPORTANTE

«Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». È il rimprovero che Gesù rivolge alla sorella che lo ha ospitato e che non riesce a fermarsi un attimo… certo che disporre la casa al meglio è importante; preparare il pranzo è importante; servire al meglio le persone sedute al tavolo è importante… ma accorgersi di chi fa visita, ascoltare le sue parole, mettersi in dialogo è prioritario a tutto! Proviamo ad immaginare di essere invitati a mangiare in una famiglia: nessuno che ci accoglie sulla porta, nessuno che ci parla, nessuno che ci fa sentire a casa… potranno esserci le portate più sfiziose del mondo, ci potrà essere la location più bella del mondo ma quell’invito sarà il meno gradito di tutti! Proviamo a pensare quanto siamo malati di protagonismo in tutto: dalla famiglia al lavoro, dalla scuola allo sport… sempre impegnati ad essere qualcuno, per farci accettare, per sentirci qualcuno… Gesù ci dice: tu vali a prescindere! Non agitarti per ottenere obiettivi autoreferenziali! Se poi penso ai genitori con i figli… quanta Marta e quanta poca Maria… occorre vigilare!