LOTTA ALL’INDIVIDUALISMO

L’egoismo è sempre stato riconosciuto come un male, come qualcosa che danneggia la vita buona delle persone. Non c’è
uomo che non si trovi a fare i conti con questo peccato. Fin da piccoli emerge la volontà di avere tutto per sé, di porre tutto
al proprio servizio, di possedere cose e persone a tutti i costi… l’azione intelligente dei genitori e degli educatori prevede un
attento lavorio affinchè, via via, questa propensione si moderi e si apra alla condivisione.
Ciò che mi sembra emergere in questi tempi è una sorta di indifferenza a questa attitudine egoista… anzi: non è raro sentire
affermare che esiste un “sano egoismo” i cui confini, però, non sono mai ben definiti! Rispetto all’egoismo dei bambini non
viene più posta una grande attenzione, al contrario, mi pare di scorgere una sorta di compiacimento da parte dei grandi: i bambini chiedono e gli adulti acconsentono per avere, a loro volta, un ritorno a livello di affetto e stima.
Non solo: l’egoismo, non più arginato a dovere, si tramuta in un vero e proprio sistema culturale, il cosiddetto “individualismo”,
dove non ci si considera più persone, ossia esseri interdipendenti, in costante relazione, ma individui regolati da norme e da
leggi che tutelano il singolo da eventuali invasioni di campo…
Da cristiani occorre che ci rivestiamo con più convinzione di sentimenti di amore e di fraternità per risvegliare la bellezza di
una vita di comunione, dove ognuno possa riconoscere, come dice san Paolo nella sua Prima lettera ai Corinti: che «a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune». Ogni uomo non è un’isola, non è arcipelago! Ogni uomo è una parte di un tutto: «a uno viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro il linguaggio di conoscenza; a uno la fede; a un altro il dono delle guarigioni… Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito».
È una bella sfida: giochiamola! Ne vale la pena…

ESSERE RE

Ricevuto da Dio il consenso a eseguire il mandato del popolo a trovare un re, Samuele fa la cosa più scontata del mondo: sceglie l’uomo più bello e forte d’Israele: «non c’era nessuno più bello di lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque altro del popolo». Il criterio umano nel definire chi debba comandare si declina dentro i caratteri dell’esteriorità: l’uomo guarda l’apparenza, solo Dio guarda il cuore! Così, il primo re d’Israele diventa Saul: secondo l’etichetta del mondo, possiede tutti i crismi per svolgere adeguatamente questo compito! Vedremo più avanti come le apparenze non saranno la sostanza… ma questo fa parte dell’umano, si sa. Ciò su cui vorrei soffermare la mia attenzione è il gesto con il quale Samuele sancisce l’elezione regale: «Di buon mattino, al sorgere dell’aurora, Samuèle prese l’ampolla dell’olio e la versò sulla testa di Saul». Voi sapete come nel sacramento del Battesimo e, poi, in quello della Cresima venga unto il capo del candidato: ecco, ha proprio la valenza di questa elezione regale! Il Battesimo ci fa Re! Della regalità di Cristo, ovviamente: siamo resi capaci di esercitare la regalità nel servizio, nel dono di noi stessi! Che onore grande ci è dato: il regno di Dio è un regno dove tutti regnano! Nessuno sta sopra o sta sotto: tutti sono riconosciuti nella loro dignità filiale! Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Rosangela che torna al Padre in forza della regalità di Cristo che ha dato la sua vita per noi

SAPER PERDERE POTERE

Dio è di una arrendevolezza impressionante! Proprio lontana dal nostro immaginario! Chissà quando riusciremo a ripulire dal nostro cuore la menzogna che il maligno ci ha propinato prospettandoci il volto di un Dio severo, dispotico, nemico dell’uomo… È emblematica la vicenda raccontata nel Primo Libro di Samuele quando Israele, per emulare lo stile di vita dei popoli vicini, chiede al giudice Samuele di eleggere un re che faccia da guida. Israele aveva già il Signore che conduceva Israele con braccio potente e mano tesa ma, vuoi mettere, un re in carne ed ossa, che fa sentire tutta l’ebbrezza della forza e del potere! Samuele riporta a Dio le richieste della gente e Dio, con molta pacatezza, elenca tutti le condizioni e le prerogative di cui una monarchia si pregia… si tratta di tutta una serie di diritti perduti e di beni sottratti… ma Israele non recede dalla sua richiesta. Dio non ne fa tante e risponde così: «Ascoltali: lascia regnare un re su di loro». Non difende il suo potere e le sue prerogative: lascia libertà! Accetta di perdere un po’ il controllo del suo popolo… solo sperimentando il male potranno riscegliere il bene! Chissà se lo stesso non valga anche per noi oggi… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Maria Carla che accompagniamo al suo incontro con il Padre.

Un ricordo per Giulio, veterinario per tanti anni a Rovellasca, per il quale vengono celebrate le esequie a Lecce

LA COMUNIONE PRIMA DI TUTTO

Prima di leggere questo mio commento, vi invito a leggere bene la Lettura dal Primo libro di Samuele. Interessantissimo: generalmente, i racconti dell’Antico Testamento hanno una dinamica molto diversa. Se in un primo tempo Israele vive un momento di fragilità e di debolezza, una volta che si accorge di aver abbandonato Dio e lo chiama in causa, in un secondo tempo tutto si risolve a tarallucci e vino… Ma questa volta non va così! Israele perde contro i Filistei senza e con l’Arca dell’Alleanza! Quando Dio viene ridotto ad idolo non c’è storia: è totalmente indifferente! Dio non è il jolly che tiro fuori nel momento in cui non ce la faccio da solo a portare avanti i miei progetti… Dio non è nemmeno il finalizzatore delle mie aspirazioni… Dio ha in mente ciò che vuole realizzare! Certamente rispetta anche quello che noi abbiamo a cuore ma, giustamente, si sente libero di non avvallare nel momento in cui non corrisponde al suo modo di essere! Credo che ne venga una lezione fondamentale: la nostra intelligenza non sta nel fare ciò che vogliamo… nemmeno Gesù fa quello che vuole… nemmeno il Padre… La nostra intelligenza è cercare in tutto e per tutto la comunione con il Signore! Con Lui, anche se non portiamo a compimento i nostri progetti, siamo sempre nella pace… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Lidia sazia di giorni e per Nicolò ancora giovanissimo perchè il Signore apra le porte del paradiso

DIO PARLA IN MANIERA ORIGINALE

Credo di averlo raccontato più volte ma desidero ripeterlo: il brano della chiamata di Samuele è uno di quei testi che ho nel cuore fin da quando ero piccino… le mie Suore lo leggevano spesso e lo indicavano come criterio di discernimento per verificare la propria vocazione. Io, mi ricordo, ne ero affascinato in una maniera assoluta! Oggi, rileggendolo, mi ha colpito questa cosa: il sacerdote Eli che ha avuto bisogno che Dio chiamasse Samuele per ben tre volte prima di riconoscerlo! Come è possibile che un uomo anziano come lui, che ha passato tutta la vita al Tempio a pregare e a meditare la Parola, non sia riuscito a intuire la visita di Dio? È bello che sia così! Nessuno ha il passe-partout per aprire tutte le porte attraverso le quali Dio viene verso l’uomo… Dio è libertà assoluta! Dio è imprevedibilità! Dio è originalità! Parla in moltissimi modi perchè nessuno possa vantarsi di averlo conosciuto una volta per tutte! Bravo Eli a rimanere in ascolto, a pazientare, a non prendere decisioni troppo azzardate! Una volta capito, Eli non si fa interprete ma invita Samuele all’ascolto: è Lui che deve capire che cosa Dio ha da dirgli! Portare a Dio è sostanzialmente soltanto aprire a Lui… le strade non sono mai le nostre! Buona giornata