INTERROGARSI E CERCARE RISPOSTE

Ogni tanto mi dico che sono nato in un tempo sbagliato… faccio una fatica incredibile a capire il perchè dell’apatia spirituale d’oggi… La scolarizzazione si è accresciuta non poco eppure la capacità di riflettere sembra proporzionalmente diminuita… si sanno programmare robot super preformanti ma sul senso della vita non si sa balbettare una parola di spessore! Sembra che il tema del quid della vita sia questione inutile ed oziosa, l’unica cosa necessaria riguarda il miglioramento della qualità della vita nel qui ed ora! Ogni volta che mi trovo a parlare agli adulti che mi avvicinano per chiedere i sacramenti per i loro figli mi sembra di intuire che non interessa minimamente il contenuto ma la semplice prassi… Non posso immaginare che l’uomo d’oggi si accontenti della banalità della scarna quotidianità reiterata! Leggo le considerazioni del Qoelet e vado in brodo di giuggiole: «Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva,ma la terra resta sempre la stessa. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno». Ma non è forse il caso di riflettere su queste questioni? Io non posso vivere un’ora soltanto senza dare una ragione a tutti questi interrogativi! Buona giornata

ISTINTI DA CONVERTIRE

È davvero bello leggere i Libri sapienziali della Bibbia: hanno una saggezza e una profondità impressionanti! Oggi la liturgia ci propone un brano dal Libro dei Proverbi. Uno dei versetti così recita: «Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza». Prima di morire l’agiografo si augura di raggiungere due obiettivi: l’onestà e il distacco dalle cose. Significa che il punto di partenza è esattamente il contrario: per natura siamo portati all’opportunismo e all’arricchimento… Chi di noi è capace di leggere nel proprio cuore questa propensione? A me sembra che la condizione comune è quella che ci fa sentire già buoni a sufficienza…  ci illudiamo di essere sempre veri, trasparenti, cristallini così come sobri e distaccati dalle cose frivole… Non è assolutamente così! Tutti amiamo subordinare la realtà alle nostre condizioni, dicendo mezze verità… così come siamo attaccati ai nostri beni che ci assicurano una parvenza di inviolabilità… Occorre chiedere al Signore di aiutarci a liberarcene! È un cammino complesso in cui ci è chiesto di vincere la nostra presunzione di correttezza ed entrare in una logica vera di conversione… Non perdiamo ulteriormente tempo! Buona giornata

NON IL SANGUE MA L’AMORE

Nelle indagini che si fanno per capire quali sono le realtà a cui le persone sono più legate risulta essere, imbattibile, la famiglia. È bella questa cosa: al di là dei problemi che in questi ultimi tempi si registrano nella tenuta delle coppie, le persone sentono che la famiglia è il luogo più sicuro e più pacificante che esista. Sembrerebbe che il sangue è il vero collante dell’umano… In realtà, non è il sangue all’origine di una famiglia, ma l’amore! La carne per certi versi lega ma per altri divide radicalmente… Occorre rivisitare il ruolo fondamentale dell’amore. Gesù stesso ce ne ha dato un criterio di lettura: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Maria di Nazareth è importante per Gesù in forza della sua dedizione alla volontà del Padre, non in forza della carne! In questo senso, madre, fratelli e sorelle, sono oltre la carne… è l’amore di Dio a legare, a unire, mettere l’uno nella vita dell’altro! Forse investiamo troppo nell’istintivo legame che deriva dal sangue: tutti gli episodi di violenza intra-famigliare mostrano come il regime del possesso legato alla carne non è davvero sano! Quanti rapporti genitori – figli poco hanno a che fare con un amore davvero liberante… Buona giornata

SAPER TACERE

Conservo nella memoria il prezioso consiglio che il mio primo parroco ad Ardenno, don Mario, mi suggerì rispetto alle critiche che inevitabilmente da preti si ricevono nel corso del ministero: “Ascolta. Incassa. E taci.”. Sapete bene come è il mio temperamento… quando subisco un attacco sento in me un fuoco che incendierebbe chiunque mi passasse sotto tiro… eppure, grazie a Dio, quando il gioco si fa duro, riconosco che la strada indicatami è la più giusta! Perchè? Perchè, anche se si hano tutte le ragioni di questo mondo, l’unità e la comunione sono il bene più grande. San Paolo, in prigione, scrive così alla comunità di Efeso: «Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace». Chissà quanto è costato anche a san Paolo mordersi la lingua ed esortare alla sopportazione… ma questa è la strada! Senza alcun vittimismo, ovviamente! So come la stessa cosa si eserciti nella vita famigliare… quante volte nella famiglia marito e moglie devono tacere e soprassedere su ingiustizie subite pur di conservare l’unità… È così! Ma è più grande la gioia procurata dalla fatica della comunione che dalla spudoratezza della verità… Aiutiamoci a ricordarcelo! Buona giornata

SERVI O FIGLI?

Continua a chiamare i suoi figli, il Padre… non c’è ora del giorno in cui non offra opportunità nuove di salvezza! Il Padre chiama alla vita e l’uomo, stoltamente, volta le spalle al Padre e imbocca la strada della morte. Il Padre rispetta la libertà dell’uomo ma non smette di sperare nel suo ritorno… C’è chi torna prima e c’è chi torna dopo! È una grazia, un dono, essere con il Padre fin dall’alba! La gioia che alberga nel cuore di un figlio che incontra l’amore del Padre è inenarrabile! Riempie gli occhi, il cuore, le mani… non c’è più il minimo spazio per l’invidia, il giudizio, la recriminazione! Eppure, nel Vangelo di oggi, i fortunati che sono con il Padre fin dalle prime ore del giorno sono tutti arrabbiati per l’amore che il Padre riserva anche per chi si è unito a lui alla fine del giorno… Qualcosa non è stato compreso appieno! Che cosa manca a questi privilegiati? Manca il cuore di figli… Quante volte nel Vangelo ritroviamo questo rammarico di Gesù nel vedere il rapporto con Dio nella direzione servile e non in quella filiale… se sei un servo, inevitabilmente, concepisci in maniera antagonista il rapporto con gli altri servi:
è tutta una questione di interesse, di guadagno, di potere… Dio Padre patisce terribilmente questa prospettiva! Non vuole servi nella sua casa! Preferisce di gran lunga la libertà… piuttosto, muore di dolore per la perdita di un figlio ma guai ad avere schiavi nella sua casa! Ne deriva una riflessione profonda per noi che viviamo una appartenenza ecclesiale: come stiamo nella casa del Padre? Come consideriamo i fratelli che godono con noi della sua paternità? Non siamo un po’ servi invidiosi anche noi? Buona domenica