ANNUNCIO DELLA RIEDIFICAZIONE

«Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: “Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta”». Anche noi preti siamo in cammino per le vie del paese per portare la benedizione alle famiglie… non minacciamo una distruzione ma annunciamo l’amore di Dio! La distruzione, purtroppo, è già in tante case: a volte a causa della morte, a volte della malattia, a volte dalla depressione, a volte dall’infedeltà, a volte dall’indifferenza, a volte dall’incomunicabilità, a volte dalla televisione, a volte dai telefonini… Quante distruzioni ci sono nelle nostre famiglie! Purtroppo, molti non vogliono nemmeno tentare di ricostruire! Non accolgono nemmeno l’annuncio di un Dio che è disposto a riedificare a partire dai cocci rotti… Difficile trovare famiglie dove si sorride, dove si è contenti, dove si canta, dove si gode di una vita piena! Eppure abbiamo tutto! Ma manca il senso… È incredibile questa cosa: non c’è la pace eppure non la si ricerca… quasi che ci si fosse tutti arresi ad una vita mediocre… a una vita fatti di felicità a momenti… Come vorrei che in tutte le famiglie risuonasse la Parola di speranza di Gesù e li vi rimanesse, rianimando i cuori affranti e le mani stanche! Spalancate le porte a Cristo! Buona giornata

LA FORZA DELLA PREGHIERA

L’intellighenzia dominante ritiene che pregare sia una pratica sostanzialmente inutile. Qualcuno arriva a riconoscerne un carattere pacificante a livello psicologico perché da una sensazione di sicurezza e di protezione… Ma in sé la preghiera è un oggettivo perditempo! Che, poi, ci siano fior fiore di persone che attestano miracoli corporali e spirituali in forza della preghiera non c’entra nulla: in questo caso, il metodo sperimentale non ha nessun tipo di applicazione! Ma va bene così: alla fine, a Dio non interessa avere consenso… a Dio piace rimanere nel nascondimento! Per scelta, per statuto! Nella realtà, chi prega constata la forza e il potere salvifico propri della preghiera. È chiaro che è importante riconoscere alla preghiera la sua vera identità: si può anche pregare male! Gesù lo ricorda ai suoi discepoli: “Non fate come i pagani”: «Pregando, non sprecate parole». Il rischio più grande in cui possiamo ricorrere più alle labbra che al cuore! Più alle cose che diciamo noi rispetto a quelle che dice Dio! L’esagerata centratura su di sé toglie spazio all’irruzione personale di Dio! La grandezza della preghiera, la sua efficacia sta nell’opera di Dio, non nella nostra! A volte siamo così preoccupati delle parole da dire da non prestare minimamente attenzione all’opera di Dio! Vigiliamo… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Francesco per il quale celebriamo oggi il funerale

CRITERI DI SCELTA

Leggo le notizie riguardanti i due alpinisti, Nardo e Ballard, che sono morti sulle nevi del Parabat in Pakistan. Mi rattrista vedere uomini che perdono la vita nel tentativo di compiere imprese palesemente estreme… Nardo aveva pure un figlio di otto mesi… quel bambino non conoscerà il padre perché, per una propria ambizione, voleva compiere un’impresa da prima pagina. Nardo ha scritto: “Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso”… È questo quello che un uomo deve prefiggersi? È questo che avrebbero voluto il figlio e la moglie? Mio papà e mia mamma non avranno mai una prima pagina ma la loro presenza si è stampata nella prima pagina del mio cuore! Credo sia giusto che ci ricordiamo che ognuno di noi ha una responsabilità nei confronti degli altri! I propri desideri o le proprie aspirazioni non possono essere autoreferenziali! Il Vangelo di oggi ci da un criterio di giudizio: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Non la propria gloria al primo posto, ma quella degli altri è il fine vero dell’esistenza! Fermo restando che non ho nulla contro Nardo e, anzi, prego per lui e i suoi cari… solo ci tenevo a ridefinire le priorità nelle scelte di vita… Buona giornata

ILTEMPO DEL FIDANZAMENTO

Non c’è Pasqua senza deserto: così è stato per il popolo d’Israele e così è stato per Gesù. La parola “pasqua” significa passaggio: c’è un cammino da percorrere, necessariamente, per entrare nella “terra” di Dio. E c’è sempre qualcuno che ostacola questo passaggio: per Israele è stato il faraone, per Gesù il diavolo. La tentazione si manifesta come un essere trattenuti dal partire, dal mettersi in cammino, dall’intraprendere una strada nuova indicata da Dio. La Quaresima è la proposta liturgica per raggiungere la Pasqua: è un tempo prezioso, un tempo di grazia, dove si intensifica l’invito a non impigrirsi dentro una vita mediocre ma a prendere sul serio l’invito alla conversione. È bene che si comprenda che la conversione non deve essere concepita in maniera moralistica, nel senso di diventare più buoni e più bravi… la conversione consiste nell’accogliere l’azione salvifica di Dio nei nostri confronti! Tant’è che la Pasqua non sarà mai un nostro risultato, una nostra conquista ma la sorprendente azione salvifica di Dio: per Israele la liberazione dalla schiavitù d’Egitto e per Gesù la sconfitta della morte! Sia Israele che Gesù hanno “semplicemente” accettato di lasciarsi guidare totalmente dalla Parola di Dio! È così che nella Quaresima la proposta più importante riguarda la disponibilità ad ascoltare con più docilità e con più distensione la Parola di Dio… Senza ascolto non c’è storia d’amore! Un tempo, per dire che due persone si erano fidanzate, si diceva “si parlano”… Ecco: il tempo della Quaresima deve essere il tempo del fidanzamento, del parlarsi a cuore a cuore, per giungere al matrimonio, all’alleanza eterna con Gesù, nel momento in cui, sulla croce, ci dona il suo Corpo, così da diventare una carne sola!  Buona quaresima

IL PECCATO: UNA MALATTIA DA GUARIRE

Gesù frequenta i peccatori, va a mangiare a casa loro, non ha paura del giudizio della gente… I Farisei sono scioccati dal comportamento di Gesù: se fosse davvero il Messia, di certo, saprebbe riconoscere la loro distanza dalla Legge… Il fatto è che Gesù sa molto bene che coloro con i quali banchetta sono lontani dalle logiche evangeliche! Ma proprio per questo va da loro… Per Gesù il peccato non è un’ostacolo alla sua amicizia ma, al contrario, un’opportunità! Attraverso il peccato – che è una ferita aperta – può arrivare al cuore e curare la malattia che tiene schiavi! Sì, per Gesù il peccato non è una trasgressione di una norma ma la condizione di precarietà che connota l’umanità. Per questo si rende necessario un cammino di cura  e di guarigione! Dal peccato non se ne esce una volta per tutte e, soprattutto, non se ne esce con i propri mezzi: Gesù lancia il salvagente perché chi desidera salvarsi ne abbia la possibilità! La decisione di Matteo il pubblicano di mettersi dietro a Gesù è stato frutto di una scelta di aderire totalmente al Vangelo! Gesù offre la cura ma l’uomo ha il compito di metterci il proprio impegno… Stiamo guardare! Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Enzo che dopo aver tanto sofferto varca la soglia del paradiso