STILE DI VITA DIVINO

«Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra»: chi non ha pronunciato questa frase evangelica almeno una volta? Generalmente la si considera un semplice paradosso, inattuabile… Di per sé, ci parrebbe assolutamente logico difenderci di fronte ad un maltrattamento, eppure Gesù suggerisce un atteggiamento diametralmente opposto! C’è poco da fare: essere cristiani cozza frontalmente con l’umanamente normale! Perché? Perché siamo condizionati in radice dalla colpa originale! Non riusciamo a ragionare secondo la logica dell’amore, del dono, della gratuità… Viviamo continuamente in competizione, nel sospetto reciproco, pertanto difenderci è l’unica possibilità plausibile! I martiri sono coloro che con eroismo hanno sovvertito la logica della ritorsione e hanno declinato il linguaggio dell’amore e del perdono proprio dei figli di Dio… Non per nulla i martiri sono santi, ossia richiamano chiarissimamente il volto di Dio e lo rivelano in maniera inequivocabile! Dobbiamo metterci in una prospettiva di conversione… per nessuno è naturale perdonare passando oltre a offese e alterchi gratuiti.. ma da cristiani non possiamo chiamarci fuori da questa prospettiva! Non è pusillanimità e nemmeno timidezza ma resa libera e decisa ad un atteggiamento di lotta non violenta che si rifà a Gesù e toglie potere all’opera del maligno. Buona giornata

IL REGNO AVANZA

Sul “come” delle cose l’uomo ha trovato un mare di risposte! Oggettivamente abbiamo tantissime conoscenze circa i meccanismi che regolano la vita in genere… Sul “perché” delle cose le certezze iniziano a ridursi non poco! È fuori dubbio che rispetto ad un tempo le domande che l’uomo si pone sono cambiate moltissimo: se decenni orsono i temi del dibattito culturale attenevano principalmente all’ambito filosofico, oggi le questioni emergenti del dibattito riguardano tematiche tecnico-pratiche. La parabola che oggi leggiamo solleva il dibattito: «Il seme germoglia e cresce. Come, l’uomo non lo sa». Il come, a livello scientifico, con gli strumenti conoscitivi che abbiamo è stato scoperto… ma il perché rimane un mistero? Ma mi chiedo: a qualcuno ancora interessa conoscerne il perché? Ebbene, proprio questo mistero è preso ad esempio da Gesù per tentare di spiegare il Regno dei cieli. Il Regno dei cieli è un dono divino che si compie a prescindere dall’uomo: occorre riconoscerlo e contemplarlo come una possibilità enorme! Quante persone sono sconsolate perché ritengono il Regno dei cieli irrealizzabile, semplicemente perché non lo vedono con il loro occhi… Dio, anche se non lo vediamo è alle prese con la realizzazione dei suoi piani! Io ne sono certo! Buona giornata

CHI ABBIAMO DECISO DI SEGUIRE?

«Eliseo lasciò i buoi e corse dietro a Elìa». Eliseo era intento ad arare con dodici paia di buoi… era forte e benestante, eppure non esitò a seguire Elia per lo spessore della sua profezia… La stessa cosa fecero i primi discepoli che, lasciate le barche e le reti in riva la lago, seguirono prontamente Gesù che li chiamava… Fanno impressione queste decisioni così nette e radicali! Che cosa avevano di così irresistibile Elia o Gesù perché delle persone lasciassero così facilmente le loro sicurezze per seguirli? Non lo so… fatto sta che accade anche oggi la stessa cosa! Anche oggi, ogni uomo risponde a delle interpellanze! Tutti noi seguiamo qualcuno… sono i nostri interessi a determinare il fascino che le persone esercitano su di noi! Oggi, probabilmente, ad attrarre irresistibilmente non sono i maestri dello spirito ma quelli del corpo! Oggi, ad esercitare il fascino sulle persone sono il benessere economico e fisico, tutto ciò che attiene all’esteriorità! Chi propone percorsi che propongono pellegrinaggi interiori fanno paura… si scappa… per poi trovarsi con un pugno di mosche… Occorre investire nuovamente sullo spirituale: anche un tempo non tutti si facevano discepoli dei maestri dello spirito… ma i maestri non mancavano! Che oggi forse manchino veri maestri? Buona giornata

DIO NON SMETTE DI PARLARCI

La prima lettura della liturgia della Parola odierna ci racconta la famosissima esperienza del profeta Elia sul monte Oreb quando invitato ad uscire dalla caverna per ascoltare il Signore ne avverte la voce non in fenomeni terribili e fragorosi ma nel mormorio di una brezza leggera. Che cosa dice a noi questa pagina? Io credo ci inviti sostanzialmente ad essere pronti a cogliere tutte le possibilità che Dio ci da per ascoltarlo, anche nei fatti meno vistosi ed eclatanti! Quelle occasioni che sfuggono ai più ma non a chi ha passione per Dio e per la sua rivelazione dentro la storia. Per me oggi vuol dire andare alla palestra san Giovanni Bosco e portare un saluto alle persone di religione mussulmana che abitano nel nostro paese e che festeggiano la conclusione del loro Ramadan… Porterò loro un messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso di cui vi propongo un passaggio: “è importante che noi cristiani e musulmani stabiliamo con ancor più fermezza un solido fondamento per relazioni pacifiche, passando dalla competizione e dallo scontro ad una cooperazione efficace per il bene comune. Ciò è a vantaggio, particolarmente, dei più bisognosi e permette a tutti noi di offrire una testimonianza credibile dell’amore dell’Onnipotente per l’umanità intera“. Buona giornata

LA PERSONA VALE PIÙ DELLA LEGGE

Pensare che con le leggi si possa normare perfettamente la vita dell’uomo è un vera e propria illusione! Le leggi cercano di strutturare dei percorsi che permettano di assicurare al meglio la realizzazione del bene ma non riescono mai a contemplare tutte le fattispecie dei casi possibili! Per questo Gesù dichiara ai suoi discepoli: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Come era la giustizia degli scribi e dei farisei? Non di certo lassista e permissivista! Gli scribi e i farisei erano meticolosissimi osservanti della legge, senza se e senza ma! Erano dei fondamentalisti del diritto… Gesù chiede ai suoi discepoli la capacità di calarsi nella vita delle persone e capire come declinare il bene nei percorsi del loro reale vissuto. L’applicazione della legge senza il rispetto per la persona non è mai una forma vera di giustizia! Gesù ha insegnato questa idea mostrando come la cura dei malati o la ricerca del cibo nella morsa della fame non è violazione della norma sul riposo sabbatico… Qualcosa del genere lo dobbiamo pensare rispetto ai documenti che la Chiesa ha scritto in questi tempi circa la condizione dei separati e dei divorziati… Occorre affiancare e accompagnare le persone, non semplicemente giudicarle… Buona giornata

 

p.s. Una preghiera per Maria Carla che torna alla casa del Padre