OLIO, PANE E VINO

Con l’olio si ungevano i re d’Israele: era il segno dello Spirito di Dio che scendeva sul prescelto per dotarlo della sapienza divina nel governo del popolo prediletto. Olio, quindi, segno di regalità divina: è Dio che si impossessa dell’umano per renderlo trasparenza di sé! È il senso degli olii che vengono benedetti questa mattina in cattedrale dal Vescovo: con l’olio benedetto saranno unti i battezzati che, così, diventeranno “popolo regale, assemblea santa, stirpe sacerdotale, popolo di Dio”! Un semplice prodotto, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, diventa segno efficace di una comunione inimmaginabile, tra l’uomo e Dio e tra uomo e uomo! Al mattino l’olio e alla sera il pane e il vino… Tutto parla di comunione! Ed è Dio che la genera e la rende efficace dentro segni sacramentali: è la forza della grazia di Dio che passa attraverso ciò con cui ogni uomo ogni giorno ha a che fare! Dio passa dentro le cose di ogni giorno… “non ve ne accorgete?”! Che bello se ricominciassimo a stupirci di questo modo così semplice eppure originale di Dio! Che bello se imparassimo a godere di questa modalità di venire a noi da parte di Dio! Apriamoci allo stupore dei segni… Buona giornata

VIVERE DA FIGLI

«Cristo patì per voi lasciandovi un esempio perché ne seguiate le orme». La Pasqua, Gesù l’ha vissuta per noi. La sua Pasqua è la nostra Pasqua. A noi che abbiamo paura di tutto, che ci sentiamo soli e abbandonati a noi stessi, che avvertiamo tutto come una tragedia, Gesù ha mostrato che non c’è morte che non approdi alla vita, non c’è figlio che non incontri il Padre! Isaia profeta aveva preconizzato che il servo di JHWH non si sarebbe tirato indietro davanti alla prova e diceva: «Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso». La forza di Gesù sta nella sua intima relazione con il Padre: Gesù sa di essere figlio e da figlio conosce bene il Padre! Per questo non ha scoramento per il tradimento di Giuda, non ha rancore per il rinnegamento di Pietro, non ha ostilità verso Pilato che lo condanna, non ha scatti d’ira contro i suoi crocifissori, non ha vendetta per il ladrone impenitente… Gesù, da Figlio vede oltre! E chi crede, ora, vede oltre alla stessa maniera del Figlio! È così che non c’è croce che non volga alla risurrezione! Perché non siamo soli! Buona giornata

RICORDARE IL PERDONO

Avrà davvero voluto tradire Giuda? Mi inquieta sempre questo pensiero… È possibile ad un amico arrivare ad una scelta così estrema di consegnare colui che si ama alla morte? Io credo proprio di no! Si possono avere momenti di rabbia e di odio ma mai fino ad arrivare alla eliminazione dell’altro… Giuda ha fatto una scelta più grande di lui le cui conseguenze non gli erano per nulla chiare! Se avesse saputo che Gesù sarebbe morto in croce per colpa sua non lo avrebbe fatto! Gli evangelisti sottolineano che il diavolo era entrato in lui… Sì, è il maligno l’artefice di questa tragedia! È talmente chiara la sua regia che Giuda finisce la sua esistenza da suicida… Il maligno usa l’uomo per realizzare i suoi prodigi e poi lo allontana abbandonandolo ai suoi sensi di colpa! Se Giuda avesse scelto consapevolmente il destino di Gesù avrebbe dovuto gioire nell’aver raggiunto lo scopo… invece no: trucidato dal dolore di un male non immaginato e considerato… Le parole di Gesù ci devono far riflettere: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Siamo chiamati in causa… Gesù ci ricorda questa possibilità! Perché? Per ricordarci che qualora ci accadesse non dovremo mai ripiegarci su noi stessi ma aprirci alla misericordia alla maniera di Pietro! Buon giornata

 

p.s. Una preghiera per Umberto che con fiducia torna al Padre

DIO FA

Si parla troppo di Dio. Come se fosse una idea di cui disquisire o un oggetto da definire. Forse sarebbe meglio ascoltare Dio. Lasciare che ciò che dice su di sé ci raggiungesse. Sappiamo come il dire di Dio è, poi, sostanzialmente un fare. La Settimana santa è una occasione preziosa per immergerci totalmente nel fare di Dio. Dio, in Gesù, parla apertamente all’uomo e dichiara la sua identità. Non ci sono ragionamenti da fare: ci sono fatti da contemplare e conseguenze da tirare. Non è consigliabile una partecipazione a spizzichi e bocconi… quasi dovessimo pagare alla nostra coscienza il debito di una partecipazione ai riti! L’immagine raccontata dal Vangelo di oggi ci può fornire una modalità ottimale per cogliere in pienezza la portata salvifica di questi giorni: «Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù». Maria non fa calcoli di convenienza: verso Gesù mostra tutta la sua attenzione e il suo amore! Non bada a spese! È un amore totale, vero! Solo quando è così radicale è amore… ad immagine di Gesù che non ama fino ad un certo punto, ma fino alla fine! Quando due amori così si incontrano non può essere che lo spettacolo della bellezza! Buona giornata

GIORNI DI FESTA PER NOI

Iniziamo la Settimana Santa. È la settimana più importante dell’anno liturgico. Per chi è battezzato è la celebrazione del nucleo fondamentale della fede. È dalla passione, morte e risurrezione di Gesù che è scaturita la salvezza: la memoria che attualizza questi eventi è imprescindibile per viverne l’esperienza. L’ingresso di Gesù in Gerusalemme, accompagnato da una folla festante, è già una chiara rappresentazione della Pasqua: la passione e la morte a cui Gesù va incontro non è che un passaggio verso la Gerusalemme del cielo! Per questo, il salmo 23 che cantiamo in processione ci fa acclamare: “Alzatevi porte antiche: entri il re della Gloria” ! La partenza da Santa Marta per la processione verso la Chiesa Parrocchiale non è funzionale alla benedizione dell’ulivo ma alla esultanza del cuore di chi sa che la morte di Gesù non è stata la fine ma la via del trionfo! Gli ulivi servono ad esprimere la gioia di chi ha trovato in Gesù il passaggio aperto alla propria Pasqua! La Domenica delle Palme non è una introduzione al mistero pasquale ma ne è già il compimento: le folle di un tempo acclamavano senza saperne esattamente il perchè… noi acclamiamo perché Gesù è Colui che nella croce ha vinto la morte! Dobbiamo stare attenti a non trasformare la Settimana Santa in una mesta rappresentazione dei tristi eventi che hanno interessato Gesù, quasi rivivendo un lutto per l’ingiusta sorte accaduta al nostro Salvatore… La Settimana Santa è, al contrario, lo stupore, la meraviglia, la gioia per quanto Dio ha realizzato dentro le righe storte tracciate dall’uomo! Non a caso, l’evangelista Luca parla della morte in croce come uno “spettacolo” a cui assistere… “Grandi cose ha fatto il Signore per noi”! Buona domenica