VALORE DELLA TRADIZIONE

Leggiamo oggi l’esordio della Lettera di San Paolo a Timoteo. Mi ha subito catturato l’attenzione questo versetto: «Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura». Sappiamo bene come San Paolo sia andato molto oltre la pratica di fede ricevuta dai Padri accogliendo la Buona Novella di Cristo… tuttavia, non cestina minimamente l’eredità ricevuta, anzi la mette in evidenza, mostrando continuità con i suoi antenati. Mi sembra davvero bella questa cosa: è ovvio che ogni generazioni sia chiamata ad andare avanti rispetto la tradizione ricevuta ma è bene custodire una sorta di continuità! Quegli strappi radicali a cui assistiamo oggi, dove i giovani cassano inesorabilmente ogni insegnamento precedente, mi lascia molto perplesso… La cultura è un tessuto che annoda fili che si srotolano fin dall’antichità con quelli più recenti! Una vera progressione non cancella i passaggi precedenti ma li riconosce come necessari ai risultati più attuali… che a loro volta, diventeranno pure passato! Guardo alla mia storia personale: c’è un abisso tra la mia visuale del mondo e quella dei miei genitori… loro continuano nel solco che hanno scavato… io, dal conto mio, proseguo con sviluppi nuovi. Ma non mi sogno affatto di giudicare il mio cammino innovativo rispetto al loro! Diverso, vero, ma scaturito da lì… Buona giornata

ESSERE ITALIANI CRISTIANI

Oggi 2 giugno: Festa della Repubblica. Non è, ovviamente, una festa religiosa ma da cristiani è giusto che ci si chieda come festeggiare. Ci deve essere una maniera attraverso la quale contribuire a dare senso a questo evento civile. È giusto essere orgogliosi di essere italiani? Se fossimo spagnoli non dovremmo essere orgogliosi? L’orgoglio a partire dalla propria cittadinanza può correre il rischio di diventare un modo fine per esprimere una sorta di superiorità verso gli altri… fino ad arrivare a slogan del tipo “prima gli italiani”… In una prospettiva di famiglia ci potrebbe stare: responsabilmente è bene che un padre si occupi anzitutto della sua famigliaMa è così? Proprio oggi il vangelo ci ricorda: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». In questo orgoglio italiano c’è il senso del dovere nel pagare le tasse per contribuire al bene di tutti? Durante la pandemia abbiamo messo le nostre bandiere fuori dai balconi ma oltre al folklore ne è scaturito anche un senso di responsabilità? Prima di essere italiani occorre ricordarci di essere figli di Dio, figli dello stesso Padre! E avendo Gesù come fratello sentirne tutta la dignità e l’impegno… allora il nostro essere italiani protrà brillare di una luce vera. Bona giornata

MARIA, MADRE DELLA CHIESA

Da due anni a questa parte, per felice intuizione di papa Francesco, il lunedì dopo Pentecoste la Chiesa venera Maria come MADRE DELLA CHIESA. È l’appellativo riferito alla Madonna che più mi piace! Evoca la nostra adozione a figli! Nessun uomo è figlio di Dio per natura… si è figli di Dio per grazia! Quando la madre Chiesa ci immerge nel fonte battesimale, come Maria, verginalmente ci concepisce e ci genera… Come lo Spirito adombra Maria nell’annunciazione così la Chiesa nel battesimo… c’è una sovrapposizione simbolica tra la Chiesa e Maria di una bellezza assoluta! La Chiesa è figura della Madre di Cristo: come la Madre ha dato la vita al Figlio di Dio così la da a tutti coloro che vengono assimilati a Cristo! È un mistero ben definito dalle parole di Gesù sulla croce: «Disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé». Ecco Maria, Madre della Chiesa! Obbediente al volere del Figlio assume la missione della cura e dell’accompagnamento di ogni discepolo: da questo momento in poi, ogni discepolo non sarà un semplice “fan” di Gesù ma un “figlio”… da far crescere come IL FIGLIO. Buona giornata

LA VITA NUOVA NELLO SPIRITO

«Si trovavano tutti insieme nello stesso luogo»: dopo la dispersione generata dalla paura, i discepoli di Gesù si ritrovano insieme nello stesso luogo, il LUOGO per eccellenza, quello del MEMORIALE. È evidente che qui, l’evangelista Luca, fa riferimento alla celebrazione eucaristica: quando ci si raduna e si ristabilisce la comunione, Dio si fa sentire e dona il suo Spirito, la sua stessa vita. Lo Spirito Santo non è affare individuale… perché è il Signore della Comunione!
«Venne all’improvviso dal cielo un fragore»: il linguaggio è chiaramente quello delle grandi teofanie bibliche. Quando c’è di mezzo Dio il mondo, la vita, la creazione… tutto si riverbera di potenza! È verissimo che Dio è discreto, entra nella vita con grande delicatezza e rispetto, ma ciò che porta e inaugura nel cuore è una esplosione di vita completamente nuova… non si può non sentire lo stravolgimento…
«Cominciarono a parlare in altre lingue»: sappiamo benissimo che non si può banalizzare questa espressione immaginando un miracoloso poliglottismo da parte dei discepoli…le lingue nuove hanno a che fare con i linguaggi dello Spirito! Gli uomini inabitati da Dio hanno modalità espressive rinnovate rispetto alle solite! Tutti si accorgono quegli uomini hanno davvero fatto esperienza di Dio!
«Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia»: la folla rimane a bocca aperta nel constatare la sintonia che questi discepoli riescono a creare fra di loro e con tutti. Si dice chiaramente che ognuno parlava la sua lingua ma tutti la capivano nella propria: è davvero un sostanziale sovvertimento di ciò che era accaduto a Babele: là tutti parlavano la stessa lingua, qui ognuno la propria! E tutti si capiscono! È il miracolo della comunione che non è uniformità ma sinfonia della diversità!
In questa maniera possiamo discernere se siamo o no ripieni di Spirito santo… e pregare…

VANGELO VIVO

La liturgia della Chiesa è congeniata in maniera tale affinchè ogni cosa abbia il suo inizio e il suo compimento. Ad esempio, nel tempo Pasquale, si leggono passo per passo gli Atti degli Apostoli che narrano il cammino post-pasquale della Chiesa e corrispettivamente il Vangelo di Giovanni che, essendo il più tardivo, è quello che va più a fondo del mistero della persona di Gesù. È con questi testi che la liturgia ci nutre affinché possiamo arrivare a comprendere con più lucidità qual è “la grandezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità” della nostra fede. Oggi leggiamo questi versetti finali del Vangelo di Giovanni: «Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere». È assolutamente vero! Perché? Perché a quanto è accaduto ai discepoli della prima ora dobbiamo aggiungere tutto quanto è accaduto ai discepoli lungo la storia! Anche ciò che è accaduto a noi! Anche l’opera pasquale nella nostra vita è Buona Notizia, Vangelo da raccontare! Avanti, evangelisti, raccontiamo la nostra testimonianza! Buona giornata