AL PASSO CON MOSÈ

Terzo giorno di novena. Dagli ebrei abbiamo imparato a leggere la storia come parola di Dio: negli avvenimenti Dio rivela se stesso e la sua volontà! Niente è un caso, tutto ha un senso: la libertà di Dio e la nostra libertà imprimono agli eventi una direzione ben precisa… il destino non è cieco! Da cristiani abbiamo imparato a interpretare la storia prendendo Gesù come la chiave di lettura: Gesù è Colui per il quale il Padre ha pensato ogni cosa fin dall’eternità! Tutto parte da Lui e tutto tende a Lui! È così che anche Mosè è testimone chiarissimo di Gesù: anche Mosè è stato salvato dal faraone dalla strage dei figli maschi degli ebrei così come Gesù dall’ira di Erode nella famosa strage degli innocenti… Anche Mosè è stato mandato da Dio al popolo d’Israele schiavo in Egitto così come Gesù è stato inviato agli uomini che giacciono nelle tenebre e nell’ombra di morte… Anche Mosè conduce il popolo verso la terra dei padri, la terra della libertà, attraversando il deserto come Gesù che ci conduce al Padre attraversò il commino penitenziale della vita… Mosè dava la manna per cibo, Gesù dona il suo corpo… Mai soli! Dio non abbandona mai i suoi figli! Anche oggi… Buona giornata

AL PASSO CON GIUSEPPE, FIGLIO DI GIACOBBE

Secondo giorno di Novena. La figura che ci accompagna in questa giornata che ci avvicina all’avvenimento del Natale è Giuseppe, il figlio di Giacobbe. Da sempre la Chiesa ha riletto nella storia di questo uomo lo stesso destino di Gesù. Come Gesù, Giuseppe è venduto dai fratelli, respinto e rifiutato semplicemente perché figlio amato dal padre… Giuseppe, dapprima schiavo di Putifarre, diventa persona qualificata e quando i fratelli vanno in Egitto per cercare cibo in forza della carestia che ha toccato la loro terra si ritrovano lui come responsabile della distribuzione… ma non lo riconoscono! Lui, al contrario, li conosce bene… e intimamente li ama… non riesce a respingerli! Conosce l’amore del padre e sa che, seppure l’amore è diverso per ciascuno, ha una intensità tale che non può essere ferito! Giuseppe sa rileggere il male che i fratelli gli hanno procurato come provvidenziale, donandogli la possibilità di amare ancora di più, ad immagine del padre… Come non vedere Gesù in tutto questo! Infine, i fratelli, una volta conosciuto Giuseppe, sono mandati a chiedere al padre di andare con loro e di unirsi nuovamente come famiglia. Mi piace vedere in questo l’immagine della Chiesa che con Gesù continuamente invoca la visita del Padre perché la costituisca in unità. Chiediamolo come dono… Buona giornata

AL PASSO CON ABRAMO

Non siamo i primi che vanno incontro a Gesù! Tutta l’umanità è, fin dall’inizio, in pellegrinaggio verso Gesù, cioè in cammino per abbandonare la condizione di servi e assumere la condizione di figli! Desideriamo osservare e descrivere i grandi uomini inseriti nel racconto della storia della salvezza che è la Bibbia per imparare da loro i passi dell’avvicinamento a Gesù. Partiamo da Abramo, il grande padre della fede, colui che per primo ha obbedito ad una chiamata ed è partito! Ha avuto il coraggio di partire, lasciando le sue sicurezze, fidandosi ciecamente delle promesse di Dio. Quanta pazienza… sia la terra che la discendenza hanno dovuto passare attraverso una lunga gravidanza! I tempi di Dio non sono i nostri tempi! Ma Dio è fedele e realizza sempre le sue promesse, è una costante mai smentita dalla storia! Ma c’è di più: le promesse di Dio sono sempre oltre le aspettative umane: Abramo pensa che la promessa della discendenza è assicurata dal figlio Isacco, in realtà, Dio già pensa a Gesù! Gesù è il figlio della promessa… in Gesù la discendenza di Abramo vedrà risplendere il volto del figlio in tantissimi uomini, in un numero paragonabile alle stelle del cielo! Apparteniamo anche noi a questa storia… meraviglioso! Buona gironata

ESSERE LIETI

È molto raro trovare gente che ha il sorriso sulle labbra, che non si lamenta, che non ha di che ridire… è più facile ricevere confidenze rispetto a cose che per cui lamentarsi rispetto a quelle che sono positive! Il male ha sempre più visibilità rispetto al bene, purtroppo… Proprio per questo, è bene che ci leggiamo e meditiamo con attenzione il versetto di san Paolo nella Lettera ai Filippesi che ci viene proclamato in questa terza domenica d’Avvento: «Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti» . Non angustiatevi per nulla! Desidero che sottolineiamo questa “esagerazione”: ci viene detto che non c’è motivo – nemmeno uno – per cui affliggerci e angosciarci! Ogni condizione in cui ci imbattiamo ha il suo perché e la sua sopportabilità! L’unica cosa necessaria e intelligente da fare è pregare: riconoscere che solo Dio è in grado di darci la luce sufficiente per camminare lieti, nonostante tutto… Vanno in questa direzione pure le parole che leggiamo nel vangelo di Luca: «Le folle interrogavano Giovanni, dicendo: “Che cosa dobbiamo fare?”» . L’uomo ha sempre l’ansia di avere qualche di importante da fare… sembra sia necessario compiere chissà quale impresa per ottenere la salvezza. Ebbene: Giovanni Battista ricorda: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto» . Condividere! Mettere a disposizione quello che siamo e quello che abbiamo per chi ha bisogno: tutto qui! Buona domenica

DIO VIENE A NOI COME VUOLE

Gli scribi, giustamente, ricordano ai discepoli che la rivelazione di Dio, secondo le Scritture, deve seguire un protocollo ben preciso: «prima deve venire Elia», successivamente arriva il Messia! Tutto assolutamente corretto e formalmente ineccepibile… tranne che gli scribi, pur sapendo l’iter della rivelazione, non hanno compreso – o non hanno voluto comprendere! – i primordi dell’ingresso nella storia del Cristo! «Elia è già venuto ma non l’hanno riconosciuto», accusa Gesù! Si possono sapere tutte le cose eppure misconoscerle platealmente! Ma non perché non si vedono ma perché non si vogliono vedere! Non accettando Gesù, inevitabilmente, non accetteranno il precursore… tant’è che l’esito finale di Giovanni Battista non sarà molto diverso di quello di Gesù! Non pensiamo di essere tanto diversi dagli scribi di allora… Abbiamo mille indicatori che ci mettono di fronte al richiamo di Dio alla conversione eppure di conversione non si parla affatto… Si trovano mille scuse per rinviare la questione seria della fede! Abbiamo un papa che richiama ad una radicalità maggiore, a una conversione profonda… ma molti credenti non perdono l’occasione per denigrare il suo operato e il suo pensiero! Vogliamo il precursore secondo il nostro cuore… e, forse forse, anche il Messia! Lasciamo provocare e convertiamoci sul serio! Buona giornata