CHI È IL DISCEPOLO

Gesù parla di falsi profeti. Che cosa vuol dire etimologicamente profeta? Vuol dire “parlare a nome di”. Gesù, quindi, si riferisce a sedicenti suoi discepoli che tali però non sono… Esistono pertanto uomini che sono soltanto travestiti da cristiani ma che, in realtà, non lo sono! Non basta aver ricevuto il battesimo e nemmeno non basta frequentare i riti… Occorre dell’altro. Gesù fornisce un criterio per discernere i veri dai falsi profeti: «Dai loro frutti li riconoscerete». Ecco: un “profeta” è riconoscibile dal suo modo di agire, dal suo modo di parlare, dal suo modo di essere! Attenzione: non dice che li si riconosca da non sbagliare mai, dall’essere sempre giusti e impeccabili… A volte, accade di sentire giudizi rispetto a peccati commessi da cristiani del tipo “e sì che va anche a messa”: il giudizio deve essere sempre più globale! Ok, un cristiano pecca, oggettivamente… ci saranno comportamenti che divergono da una condotta irreprensibile… ma alla fine c’è da chiedersi: “ci sono frutti buoni nel suo operato? Sono ravvisabili degli atti di bene che rimangono nel tempo?”. Non fermiamoci a giudizi immediati e parziali, sia quando riguarda noi stessi che gli altri! Curiamoci solo di fare il bene… sul male ci penserà la misericordia! Buona giornata

FARE PER PRIMI

Spesso sento invocare il principio di reciprocità, soprattutto quando si intavola il discorso riguardante il dialogo con il mondo islamico: il ragionamento è assolutamente condivisibile perché garantisce una correttezza dei rapporti ed evita sbilanciamenti, tuttavia non sta in piedi! Perché? Perché la cultura del dialogo e della tolleranza viene dalla sapienza del Vangelo e non dal Corano! Il mondo islamico non sa ragionare nei nostri termini… (ovviamente non intendo generalizzare: a livello personale troviamo persone assolutamente sensibili e aperte). Proprio per questo a noi cristiani è chiesto un passo in più: occorre esporsi un poco, anche a costo di qualche sopruso… perdere, morire, sono coniugazioni dal sapore chiaramente evangelico! Il Vangelo che oggi leggiamo in chiesa parla chiaramente al riguardo: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro». Se gli altri non fanno quello che noi ci aspettiamo e desideriamo, Gesù non ci insegna a picchiare i pugni e ad imporre regolamenti e normative serrate… al contrario, ci invita a dare l’esempio! Perché chi vede ne segua le orme! Ammetto la serietà e l’impegnatività della proposta ma è l’unica via percorribile per superare lo scoglio della incomprensione! Abbiamo ampi margini di miglioramento! Buona giornata

UN UOMO VENUTO DA DIO

Sappiamo come i vangeli dell’infanzia di Matteo e Luca non sono una cronologia storica degli eventi ma una rilettura teologica. Questo non vuol dire che non sono veri! Semplicemente, vanno letti a partire da un punto di vista particolare. Certamente il fatto che Luca abbia voluto narrare nello specifico la nascita di Giovani Battista significa che era un personaggio di rilievo nella esperienza di fede nelle prime comunità cristiane. Giovanni Battista è immagine dello scriba o del profeta che legge la storia individuando l’azione sotterranea di Dio: con molta sapienza è riuscito a scorgere in Gesù il mandato da Dio e lo ha indicato ai suoi seguaci! È chiaro che un uomo così intelligente e profondo non poteva che essere un incaricato da Dio in ordine a questo scopo! La fede primitiva per attribuire a Dio la conduzione degli eventi la anticipava direttamente nella nascita: Zaccaria ed Elisabetta sono depositari di una grazia divina! Il figlio che nasce da loro è opera di Dio! Dal momento che celebriamo la natività di Giovanni Battista affermiamo l’eccezionalità di questo personaggio! I doni che ha mostrato erano una grazia divina… proprio per questo motivo, ancor più è doveroso prestargli attenzione e obbedienza! Buona giornata

DISTRIBUIRE LA VITA DI GESÙ

La folla accorre da Gesù. Sente che da li si sprigiona la Vita. Si può esistere e non vivere… La folla sente particolarmente il peso della malattia fisica: la convinzione è che una volta sani tutto sia in discesa. Non si può negare che la salute sia un bene primario, tuttavia Gesù occupandosi di ciò che invalida il corpo mostra l’importanza di una rigenerazione del cuore! Chi ha il cuore malato è il più povero tra gli uomini… Gesù ascolta tutti, desidera offrire la sua vita per ciascuno dei sui fratelli: tutti «hanno bisogno di cure» ! Non si dice che li abbia guariti tutti, ma è chiaro che tutti si sono fermati da Lui: hanno trovato qualcuno che li ascoltava, li consolava, li apriva ad una speranza! Ma non basta il mordi e fuggi, è necessario diventare famiglia, stare insieme, mangiare e dormire insieme! È così che Gesù invita i discepoli a creare delle comunità: ognuno di loro dovrà occuparsi di un po’ di persone. D’altra parte, non hanno che «cinque pani e due pesci» … cos’è per tutta l’umanità la buona volontà dei Dodici? Facendo «gruppetti di cinquanta persone» sarà possibile entrare nelle loro vite! Una cosa è comunque evidente: non dovranno pensare di riempire la gente delle loro chiacchiere ma dovranno distribuire quello che Gesù ha preparato per il suo popolo! L’Eucaristia non è altro che l’obbedienza a questo comando! La Parola e il Pane che i preti distribuiscono non è il loro: è Cristo stesso che viene incontro e sazia la fama di ogni affamato! Ogni Eucaristia è un incontro realissimo con Gesù che dona tutto se stesso «perché noi abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza». Buona domenica

MAI PRIGIONIERI DELLA PAURA

I dati Istat parlano chiaro: siamo nella crisi demografica più grave da cento anni a questa parte! In Italia non si fanno più figli… a colmare leggermente il baratro sono gli stranieri. Proprio oggi un giovane è venuto a parlarmi: è sposato da otto anni ma non ha figli. Gli ho chiesto il perché? Il perché è che ha paura: non c’è lavoro e il mondo è sempre più brutto. È triste sentire un pessimismo così radicale… è chiarissimo però come l’uomo, avendo espulso Dio dalla sua vita, non sia più in grado di far fronte alla complessità della storia! Risuonano quanto mai preziose e profetiche queste parole di Gesù: «Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno». Chi si preoccupa troppo e si irretisce davanti agli ostacoli è chiaro che non ha la minima confidenza con il Signore… è tutto incentrato su se stesso, fiducioso esclusivamente dei propri mezzi! Occorre riconoscere la potenza della Provvidenza: la storia non è tutta nelle nostre mani! Dio è ancora saldamente al timone della creazione! Lui sa dove portarci! Mai aver paura… Buona giornata